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È "dazi" la parola svizzera dell'anno in l'italiano
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Redazione
3 mesi fa
A completare il podio troviamo "permacrisi" e "riarmo". "È impossibile allontanarsi dai temi d’attualità che hanno dominato il discorso pubblico. Per questo motivo, ci è parso necessario fare riferimento all’area tematica dei dazi e a quella della guerra", ha commentato Carlo Silini, membro della giuria.

Dazi, Frauen-Nati, génocide, IA. Sono queste le parole dell'anno in Svizzera, rispettivamente in italiano, tedesco, francese e romancio. La scelta, per quanto concerne la lingua italiana, ha preso in considerazione decine di vocaboli ed è emersa da un'analisi degli eventi globali, delle dinamiche sociali e delle vicende politiche che hanno caratterizzato il 2025. "Ci sono anni in cui, per identificare un’espressione rappresentativa del periodo che stiamo vivendo, è impossibile allontanarsi dai temi d’attualità che hanno dominato il discorso pubblico, e spesso anche privato, dei cittadini", ha commentato Carlo Silini, membro della giuria. "Per questo motivo, ci è parso necessario fare riferimento all’area tematica dei dazi e a quella della guerra, fenomeni inscindibili dal 2025. E, più in generale, al clima di crisi permanente che sperimentiamo fuori e dentro di noi".

Il ruolo dei dazi

La decisione dell’amministrazione Trump di imporre dazi elevatissimi alle importazioni da circa duecento Paesi ha avuto per la prima volta nella storia una portata che va oltre la loro funzione di regolatori della politica economica e degli squilibri commerciali. I "balzelli" sono stati trasformati in uno strumento di pressione geopolitica, utilizzato per influenzare le azioni di altri Paesi, determinando così un cambiamento nei paradigmi di fiducia tra nazioni sovrane. In altre parole, sono diventati sanzioni specifiche, imposte per forzare uno Stato ad adattarsi agli interessi di un altro.

"Permacrisi" e "riarmo" completano il podio

A completare il podio - sempre per quanto concerne l'idioma di Dante - troviamo "permacrisi" e "riarmo". Agli inizi di novembre è stato infatti pubblicato uno studio condotto dalla Global Coalition for Youth Mental Health in partenariato con l’UNICEF sull’influenza delle “permacrisi” sulla salute mentale della Generazione Z in Svizzera. La parola sta a significare “crisi permanente” e indica le difficoltà dei giovani tra i 14 e il 25 anni a comprendere il mondo in cui vivono. Venendo al vocabolo "riarmo", invece, è bene ricordare come in occasione del vertice dei Paesi NATO del 24-25 giugno scorso è stato deciso di aumentare progressivamente le spese militari, entro il 2025, al 5% del PIL. Ma il riarmo non riguarda solo l’apparato bellico, bensì anche l’uso delle parole: il lessico della guerra ha preso il sopravvento in ogni ambito della nostra esistenza.