
È caos tra Fedpol, Tribunale federale e Ufficio federale di giustizia. La causa? I tre jihadisti processati lo scorso 29 febbraio a Bellinzona (vedi articoli suggeriti).
Uno di loro, Wesam A., era stato scarcerato lo scorso 11 settembre e, stando a quanto riferito dal Tages Anzeiger, Berna sta discutendo su cosa farne di lui. L’uomo, che attualmente lavora in una paninoteca argoviese ed è strettamente sorvegliato dalla Polizia, aveva manifestato l’intenzione di lasciare il Paese. E la Fedpol, infatti, lo aveva posto in detenzione in vista di rinvio coatto, ma il Tribunale federale e l’Ufficio federale di giustizia hanno bloccato la decisione. Il motivo? Se volesse tornare in Iraq, il suo paese d’origine, rischierebbe la prigione e la tortura.
La stampa d’Olralpe ha immediatamente sollevato molte perplessità su questa decisione. E infatti, sottolineano il Tages Anzeiger e il Blick, la decisone delle autorità ha spinto l’avvocato di Osama M., il jihadista in sedia a rotelle condannato a quattro anni e sei mesi dal Tribunale penale federale (che dovrà però ridurgli la pena, come deciso dal TF in una sentenza pubblicata ieri), a presentare una nuova domanda d’asilo per il suo assistito “a causa del concreto rischio di detenzione e tortura”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

