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Svizzera
Dure critiche a Merz per il caso libico
Redazione
17 anni fa
Levrat e Schwaller commentano il viaggio del presidente della confederazione in Libia sulla stampa domenicale

Il presidente del partito socialista (PS) Christian Levrat e il candidato alla successione di Couchepin Urs Schwaller (PPD) hanno duramente criticato nella stampa domenicale il viaggio del presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz in Libia.In una intervista al "SonntagsBlick", il presidente del PS afferma di essersi finora astenuto da commenti perché voleva prima di tutto dare una possibilità al presidente della Confederazione e far sì che i due svizzeri trattenuti in Libia potessero rientrare in patria nei termini indicati da Merz.I termini sono scaduti e il bilancio è catastrofico. "Ha umiliato la Svizzera ed è tornato senza gli ostaggi. Ciò mostra una mancanza di abilità senza uguali negli ultimi decenni", afferma Levrat.In ogni caso, l'anno presidenziale di Merz è un susseguirsi di passi falsi. La sua decisione di prendere le cose in mano con il viaggio a Tripoli non è conforme al sistema politico e non è democratica.Il presidente è solo "primus inter pares" (il primo tra uguali) e non "il re del regno di Svizzera". Questo cumulo di errori - anche nel quadro del caso UBS - dovrebbe spingere Merz a porsi la domanda se è ancora credibile.Anche il consigliere agli stati PPD Urs Schwaller, che ambisce alla successione di Pascal Couchepin, critica Merz. Sulla "Sonntag" il friburghese dice che sarebbe subito ritornato se avesse appreso di non poter incontrare Gheddafi.Merz avrebbe potuto accontentarsi di incontrare il primo ministro, ma allora avrebbe dovuto rientrare con gli ostaggi, rileva Schwaller. Il senatore afferma di capire Merz sul piano umano, ma ricorda che agiva come presidente della Confederazione e non come persona privata. "Ci rendiamo ridicoli e ci lasciamo dare ordini da Gheddafi". In tutto questo caso è in gioco la credibilità della Svizzera come stato sovrano.ATS

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