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Svizzera
Dumping salariale in un cantiere della Posta a Härkingen
Redazione
12 anni fa

Un caso di dumping salariale è stato portato alla luce dalla commissione paritetica di sorveglianza presso il centro postale per lo smistamento dei pacchi a Härkingen (SO), di recente ristrutturato. Coinvolti 14 montatori, alle dipendenze di aziende operanti in subappalto con sede in Germania, Polonia e Slovenia. Agli operai è così stata sottratta in busta paga una somma complessiva di 180 mila franchi. La notizia, riportata dal "SonntagsBlick", è stata confermata da Ivano Marraffino, segretario della sezione solettese del sindacato Unia e presidente della commissione di controllo. L'appalto era stato affidato dalla Posta a una ditta olandese, che l'aveva poi subappaltato alle tre aziende in questione. A sei operai, attivi a Härkingen per conto della società tedesca tra il luglio del 2013 e il marzo del 2014, sono state corrisposte retribuzioni comprese tra i 7 e i 10 franchi all'ora, invece dei 20,40 franchi previsti dal contratto collettivo di lavoro, per un danno economico pari a 140 mila franchi, che sono nel frattempo stati saldati. Alla ditta tedesca è stata inoltre inflitta una multa di 35 mila franchi. A tre montatori del subappaltante polacco, tra febbraio e marzo 2014, sono stati versati salari di 14 franchi all'ora, con un ammanco complessivo rispetto ai minimi contrattuali di 12 mila franchi, mentre a cinque dipendenti della società slovena - sul cantiere da aprile a maggio 2014 - sono stati versati da 7,50 a 12 franchi all'ora, per un ammontare inferiore al dovuto di 28 mila. Contro le società con sede in Polonia e Slovenia è stata aperta una procedura di infrazione e ancora non si conosce l'ammontare delle sanzioni cui dovranno far fronte. La commissione, ha detto Marrafino, si sta adoperando affinché gli operai ricevano la parte di salario che è stata loro negata. Anche la Posta è stata richiamata alle sue responsabilità: "quale azienda statale committente deve osservare i suoi doveri di sorveglianza e controllare che le disposizioni salariali vengano rispettate", ha detto il sindacalista di Unia. Qualora le retribuzioni mancanti non venissero corrisposte, spetterà alla Posta pagare la fattura. Bernhard Bürki, portavoce della Posta, ha manifestato sorpresa per questa vicenda, affermando che si studierà il caso e si deciderà quali passi intraprendere. Nel contratto di appalto, ha detto, era comunque chiaramente scritto che andavano rispettati i salari minimi e le condizioni di lavoro in vigore in Svizzera.

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