
Si è conclusa davanti al Tribunale federale di Losanna la lunga vicenda processuale di un 40enne cittadino britannico cui le autorità vodesi avevano rifiutato di rilasciare un permesso di soggiorno, intimandogli di lasciare la Svizzera.
Figlio di una cittadina elvetica, a 16 anni aveva lasciato il Pese per trasferirsi con la madre in Olanda. Per questo motivo il suo permesso di domicilio aveva perso di validità. Quattro anni dopo era tornato in Svizzera per motivi di studio, ottenendo un permesso di dimora per studenti che gli era stato rinnovato di anno in anno fino al 2003, anno in cui il Servizio della popolazione del Canton Vaud ne aveva rifiutato il rinnovo. Dopo aver ricorso senza successo fino al Tribunale amministrativo cantonale, l’allora 26enne aveva vissuto illegalmente in Svizzera per 5 anni, fino a settembre 2008.
Dal 2008 al 2015 aveva ottenuto diversi permessi di breve durata (permesso L) e si era visto respingere in ultima istanza la richiesta di un permesso di dimora (sentenza 2C_1137/2014 del Tribunale federale).
Dopo aver chiesto una rendita AI a causa dei suoi problemi psichici, il 7 ottobre 2015 aveva nuovamente fatto domanda per l’ottenimento di un permesso di dimora (permesso B), richiesta nuovamente respinta il 15 marzo scorso dal Servizio della popolazione vodese e, il 23 ottobre seguente, dal Tribunale cantonale amministrativo.
Il cittadino britannico si era nuovamente rivolto ai giudici di Mon Repos, ma anche in questa circostanza la Corte ha dato ragione alle autorità vodesi. L’uomo, si legge nella sentenza, "non ha diritto a restare in Svizzera in quanto non svolge alcuna attività lavorativa e non dispone dei mezzi finanziari necessari al suo sostentamento".
Il suo ricorso è stato quindi respinto e a suo carico sono state poste anche le spese giudiziarie pari a 1’000 franchi.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

