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Svizzera
Due morti per morbillo in Svizzera
Due morti per morbillo in Svizzera
Due morti per morbillo in Svizzera
Redazione
7 anni fa
Lo annuncia l'Ufficio federale della sanità. Si tratta di un 30enne non vaccinato e di un paziente malato di cancro.

Il morbillo ha provocato la morte di due persone quest'anno in Svizzera. Lo ha annunciato oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Il primo caso riguarda un uomo di 30 anni che non era stato vaccinato, il secondo un paziente di 70 anni malato di cancro.

Il 30enne non era mai stato vaccinato prima e ha contratto il morbillo dai propri familiari. Ha fatto la vaccinazione 67 ore dopo l'esposizione al virus, ma era ormai troppo tardi. È morto in casa, pochissimo tempo dopo i primi sintomi. La causa esatta del decesso deve ancora essere determinata, afferma l'UFSP.

La seconda vittima, un uomo di circa 70 anni, era immunodepresso a causa del cancro. Non si sa come abbia contratto il morbillo. È morto pochi giorni dopo l'insorgenza di una polmonite, nonostante le cure intensive in ospedale.

Dall'inizio dell'anno è stata registrata una recrudescenza dei casi di morbillo: ne sono stati dichiarati 155. Da gennaio a metà aprile ne sono stati segnalati 138 casi. Si tratta di 7,3 volte di più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (19 casi). L'incidenza è aumentata da 2,2 (2018) a 16,2 (2019) casi per milione di abitanti.

Nello stesso periodo, il 22% dei casi aveva meno di 10 anni, il 21% tra i 10 e i 19 anni e il 57% aveva almeno 20 anni. Circa il 90% dei malati non erano vaccinati o solo in misura insufficiente.

La maggior recrudescenza delle infezioni di morbillo è stata segnalata in febbraio nei cantoni di Berna e Neuchâtel, con rispettivamente 17 e 8 casi. Berna ha inoltre registrato quasi 40 casi dal primo di gennaio a metà marzo.

L'UFSP coglie l'occasione per ricordare che con la vaccinazione è possibile proteggersi dalla malattia e dalle gravi complicazioni che può comportare, come per esempio la polmonite o l'encefalite. Inoltre la diffusione della vaccinazione fra la popolazione permette di proteggere le persone vulnerabili che non possono farsi vaccinare per motivi medici (lattanti, donne incinte, persone immunodepresse).

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