
Attenuare gli effetti della crisi finanziaria sui Paesi in via di sviluppo: sarà questa la priorità della cooperazione svizzera per l'anno in corso. Senza un'azione mirata i progressi ottenuti negli ultimi anni nell'ambito della lotta alla povertà rischiano di venire annullati, ha annunciato la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) durante la sua conferenza stampa annuale. Anche se le cause della crisi finanziaria attuale sono concentrate nell'emisfero nord, le sue ripercussioni colpiranno anche i Paesi in via di sviluppo. La minore domanda di materie prime e il conseguente crollo dei prezzi, renderanno più difficile l'accesso a nuovi crediti e ridurranno gli investimenti diretti e le esportazioni. In più, il minore bisogno di manodopera nei Paesi industrializzati provocherà il ritorno in patria di parte degli emigranti. Questo ridurrà l'afflusso di denaro nei paesi del sud e dell'est e incrementerà la disoccupazione locale, sottolinea la DSC in un comunicato. Nei paesi donatori il calo degli introiti fiscali e i programmi di sostegno alla congiuntura economica avranno conseguenze sulle somme destinate all'aiuto allo sviluppo. In questo contesto l'intenzione espressa dal Parlamento di incrementare allo 0,5% del prodotto interno lordo la quota destinata all'aiuto allo sviluppo è un "segnale positivo lanciato al momento giusto", afferma la DSC. ATS
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