
(Aggiornato il 22.04) Il tribunale delle misure coercitive del canton Vallese ha prorogato di tre mesi le misure cautelari nei confronti della moglie del proprietario del locale «Le Constellation» di Crans-Montana, dove a Capodanno è scoppiato il rogo costato la vita a 41 persone. Una decisione analoga dovrebbe essere emessa a breve anche per il marito. Entrambi sono indagati per quanto successo.
Le cosiddette misure sostitutive adottate nei confronti della donna, decise per tre mesi lo scorso 13 gennaio, sono state prolungate fino al 10 luglio, ha indicato il ministero pubblico vallesano confermando una notizia diffusa dalle agenzie stampa italiane. Consistono nel divieto di lasciare la Svizzera e nell'obbligo di presentarsi quotidianamente presso un posto di polizia. «Dobbiamo compiere questa procedura ogni tre mesi», ha spiegato a Keystone-Ats la procuratrice generale Beatrice Pilloud. I documenti di identità e di soggiorno erano già stati consegnati in gennaio.
Per legge le misure in questione possono essere disposte dal giudice per scongiurare il rischio di fuga, collusione o recidiva, nel rispetto del principio di proporzionalità.

