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Giudiziaria
Dramma di Crans-Montana, «I controlli antincendio nei bar non erano prioritari»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
L’attuale vice-capo del servizio di pubblica sicurezza del Comune durante un interrogatorio: «In cima alla lista ospedali e cliniche, locali, bar e ristoranti erano gli ultimi»

«Le priorità erano altre, non certo i controlli antincendio nei bar». È avrebbe affermato durante un interrogatorio dall’attuale vice-responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana in merito all’inchiesta che dovrà far luce su quanto accaduto la notte di Capodanno all’interno del Constellation, dove 41 persone sono morte in un incendio, mentre 115 sono rimaste ferite. L’uomo, come riporta la stampa italiana, avrebbe spiegato agli inquirenti che «in cima alla lista delle priorità c’erano gli ospedali e le cliniche, in seguito le abitazioni private e gli alberghi». Locali, bar e ristoranti, invece, «erano gli ultimi della lista». Questo anche perché «mancavano persone e risorse». Inoltre, avrebbe aggiunto, «c’erano problemi di arretrato nei controlli periodici».

Ricordiamo che sono tredici le persone indagate in relazione all'incendio di Capodanno nel bar Le Constellation. Tutte devono rispondere delle stesse accuse, ossia omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Nel dettaglio, si tratta di:

Jacques Moretti, comproprietario - assieme alla moglie Jessica - e gerente del locale «Le Constellation» (incriminato il 3 gennaio)
Jessica Moretti, comproprietaria - assieme al marito Jacques - del locale «Le Constellation» (incriminata il 3 gennaio)
Ex responsabile della sicurezza e capo del servizio della sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana, in carica tra il 2017 e il 2024 (incriminato il 28 gennaio)
Attuale responsabile della sicurezza e capo del servizio della sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana (incriminato il 29 gennaio)
Nicolas Féraud, attuale sindaco del Comune di Crans-Montana (incriminato il 5 marzo)
Ex municipale incaricato della sicurezza pubblica, in carica tra il 2021 e il 2024 (incriminato il 5 marzo)
Ex responsabile della sicurezza per le protezioni antincendio, in carica tra il 2020 e il 2024 (incriminato il 5 marzo)
Viceresponsabile della sicurezza per le protezioni antincendio, in carica tra il 2020 e il 2024 (incriminato il 5 marzo)
Attuale membro della squadra della sicurezza pubblica (incriminato il 5 marzo)
Attuale municipale responsabile della sicurezza (incriminato il 16 aprile)
Attuale vice capo del servizio di pubblica sicurezza del Comune di Crans-Montana (incriminato il 16 aprile)
Il sindaco dell'ex Comune di Chermignon, in carica tra il 2009 e il 2016 (incriminato il 16 aprile)
L'ex municipale responsabile delle costruzioni tra il 2013 e il 2016 (incriminato il 16 aprile)

L'ex sindaco Jean-Claude Savoy sceglie di non parlare

Il sindaco del Comune di Chermignon dal 2009 al 2016, Jean-Claude Savoy, si è presentato oggi a Sion per essere interrogato nell'ambito dell'inchiesta sull'incendio del bar «Le Constellation». L'uomo ha scelto di non parlare, non avendo avuto accesso al dossier.

L'ex sindaco è arrivato al campus Energypolis, dove si svolgono le audizioni, in compagnia del suo avvocato. Come detto, ha scelto il silenzio davanti alle domande dei membri del Ministero pubblico incaricati del caso e di qualche decina di avvocati. Savoy ha preso la parola solo per spiegare le sue ragioni.

«Il mio cliente non ha risposto alle domande perché non ha avuto accesso al dossier», ha precisato il suo legale Bryan Pitteloud. «In seguito intende partecipare attivamente all'inchiesta».

Responsabilità politica

«La mia parte attiva in questo caso risale all'estate 2015. Siete in grado di rispondere a domande che datano di 130 mesi? Non è possibile», ha detto poi Savoy ai media, aggiungendo che «mi assumo le responsabilità politiche che sono evidenti» e risponderò una volta che avrò avuto accesso ai documenti.

Nel 2015 l'allora sindaco aveva co-firmato un'autorizzazione d'esercizio per il bar «Le Constellation», in seguito a lavori effettuati su incarico del nuovo gerente Jacques Moretti. Al momento della creazione del Comune di Crans-Montana, il primo gennaio 2017, non aveva proseguito la sua carriera politica.

Tutti gli imputati - attualmente tredici - devono rispondere delle stesse accuse, ossia omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo in relazione al rogo che nella notte di San Silvestro ha causato 41 morti e 115 feriti.