
È stato definitivamente espulso un 38ene cittadino camerunese domiciliato nel Canton Ginevra e protagonista di una lunga serie di vicende penali oggetto di molteplici divieti d’entrata in Svizzera.
L’uomo era arrivato in Svizzera “in data indeterminata” e fino al 2002 aveva beneficiato di un permesso di dimora con scopo di studio e aveva annunciato la sua partenza per il 19 luglio del 2013. Da quella data – si legge nella sentenza del Tribunale federale che ha scritto la parola fine a questa vicenda – non aveva beneficiato di qualsivoglia permesso di breve durata, di dimora o di domicilio.
Tuttavia era rimasto nel nostro paese per altri 15 anni, periodo nel quale era stato più volte condannato per reati penali. Nel 2005, ad esempio, era stato condannato per reati contro l'integrità delle persone ed espulso per 5 anni, nel 2007 era stato colpito da un divieto di entrata in Svizzera per 10 anni ma era rimasto a vivere illegalmente presso la sua compagna di allora, dalla quale aveva avuto due figli.
Nel 2014 aveva sposato un’altra donna, madre del suo terzo figlio, e l’ano successivo era stato nuovamente condannato per reati contro l’integrità della persona e per trascuranza degli obblighi di mantenimento. Nel 2016 era nuovamente venuto meno a tali obblighi nei confronti dei suoi primi due figli e aveva divorziato in seguito a episodi di violenza coniugale (per i quali era stato condannato nel gennaio 2017).
Nel maggio di quest’anno l’Ufficio della migrazione del Canton Ginevra aveva rifiutato di concedergli un permesso di domicilio nell’ambito di un ricongiungimento familiare imponendogli di lasciare definitivamente la Svizzera.
Il 38enne aveva inutilmente ricorso fino al Tribunale federale, ma anche i giudici di Mon Repos hanno ritenuto che l' espulsione "rientra nell’ambito di un interesse pubblico" visto il suo reiterato comportamento violento, prevalendo sull’interesse privato del ricorrente di restare in Svizzera, dove si sta regolarmente prendendo cura del terzo figlio.
L’uomo dovrà quindi lasciare definitivamente la Svizzera. A suo carico sono inoltre state poste le spese giudiziarie di 1'000 franchi.
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