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Svizzera
Dossier sbloccati: "Sceneggiata europea"
Dossier sbloccati: "Sceneggiata europea"
Dossier sbloccati: "Sceneggiata europea"
Redazione
9 anni fa
Oltralpe non convince l'incontro tra Leuthard e Juncker. “L'UE punta un coltello al petto della Svizzera”.

Lo scorso 6 aprile, in occasione di un incontro a Bruxelles, la consigliera federale Doris Leuthard e il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker avevano annunciato che tutti i dossier di negoziato tra Unione europea e Svizzera erano stati sbloccati, con la conseguente ripresa di negoziati tecnici. Questi dossier, ricordiamo, erano stati momentaneamente congelati dall’UE in attesa di un’evoluzione (positiva) delle trattative riguardanti l’accordo quadro istituzionale (vedi articoli suggeriti).

Il disgelo, però, non ha convinto tutti e in particolare la Basler Zeitung che, dopo aver ottenuto la copia di un documento redatto dalla Direzione degli affari europei (DAE) per i parlamentari, ha parlato di una vera e propria “sceneggiata” da parte dell’UE. “Dell’accordo quadro si è discusso già nei mesi passati e a Bruxelles questi dossier sono già pronti per essere firmati”.

Stando a quanto riferisce il quotidiano basilese, dal rapporto della DEA emergerebbe che, in realtà, nulla è cambiato. Anzi, in caso di dispute tra le parti vi è comunque la possibilità di ricorrere alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

La decisione sarà vincolante ma, promette la DEA, verrà discussa all’interno del comitato misto Svizzera-UE. Uno scenario che per la Basler Zeitung non risolverebbe nulla: “In un ‘non-paper' dell’UE si legge che le decisioni delle Corte europea sono vincolanti”, ma se si potesse effettivamente ricorrere al Comitato misto, le decisioni della Corte verrebbero ‘declassate’ a semplici ‘perizie’ e questo, evidenzia l’esperto di diritto dell’Unione europea Dieter Freiburghaus, “non verrà mai accettato”.

L’analisi del quotidiano basilese è condivisa anche dal St. Galler Tagblatt, il cui caporedattore, una decina di giorni fa, aveva parlato di “coltello puntato al petto della Svizzera”.

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