
Terza donna a rivestire la carica di presidente, Doris Leuthard porterà una ventata d'aria fresca ai vertici della Confederazione: a 46 anni, la giovane consigliera federale argoviese ha tutte le carte in regola per fare bella figura. Ma le sfide non sono indifferenti. Dalla crisi diplomatica con la Libia alla pressione internazionale che grava sulla piazza finanziaria svizzera: i «nuvoloni» che hanno adombrato la presidenza di Hans-Rudolf Merz non si sono affatto dissipati. E, stando ai sondaggi, anche la fiducia popolare nel governo è scemata bruscamente. Leuthard dovrà battersi in particolare con la crisi economica, che chiama in causa proprio il suo Dipartimento, responsabile del lavoro e della disoccupazione. La ministra dell'economia può perlomeno tirare un sospiro di sollievo per l'introduzione del principio del «Cassis di Dijon». La disposizione prevede che un prodotto omologato nell'Unione europea possa accedere al mercato elvetico senza controlli particolari: ciò dovrebbe abbassare i prezzi per i consumatori. La nuova presidente della Confederazione dovrà comunque dare nuove risposte nella politica agricola e nella crisi del latte. Gli stivali lanciati contro di lei alle Olimpiadi del formaggio di montagna, a Saignelégier (JU), non sono certo un piacevole ricordo. E la liberalizzazione che propugna nel commercio con l'Ue non mancherà di suscitare ulteriori timori e opposizioni. Le critiche sono piovute recentemente anche sul fronte del materiale bellico: Leuthard ha difeso in modo non sempre convincente le esportazioni svizzere nei paesi implicati in conflitti armati. I Giovani socialisti le hanno addirittura dedicato un manifesto che la ritrae con le mani grondanti di sangue. Tali attacchi l'hanno presa in contropiede, abituata com'è ad essere la beniamina del suo partito, in cui ha portato una ventata di cambiamento assumendone la presidenza dal 2004 al 2006, quando è stata eletta in Consiglio federale. La sua ascesa in precedenza è stata fulminante: gran consigliera nel canton Argovia a 34 anni, consigliera nazionale a 36. Avvocatessa di professione, è stata attiva su più fronti, da quello umanitario a quello bancario. Come la «prima cittadina» Pascale Bruderer, anche lei giovane e argoviese, Leuthard si è anche impegnata a favore dei disabili. La sua polivalenza si riflette pure nelle conoscenze linguistiche: oltre al tedesco e al francese, Leuthard parla correntemente anche l'inglese e l'italiano. La lingua di Dante potrebbe quindi ricevere nuovo spolvero presidenziale e facilitare le relazioni bilaterali con l'Italia, peggiorate quest'anno a causa dello scudo fiscale. ATS
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