
Occorre agire in difesa del clima, poiché "non agire costerà molto di più". Il cambiamento climatico riguarda tutti noi; ci vuole più codecisione dei paesi emergenti, ma anche regole vincolanti per tutti". Lo ha detto oggi la presidente della Confederazione Doris Leuthard, nel suo intervento al summit dell'ONU sul clima in corso a Cancun, in Messico. Già nel 2006 - ha ricordato la Leuthard - si era detto che se non ci attiviamo, i costi derivanti dai cambiamenti ammonteranno a circa il 20 per cento all'anno del PIL mondiale. "Se i ghiacciai scompaiono, l'approvvigionamento idrico e in derrate alimentari è a rischio per circa un miliardo di persone nell'Asia meridionale. Se il livello del mare sale, molti villaggi, città e isole situati nelle zone costiere di tutti i continenti sono minacciati". Ha quindi ammonito: l'inerzia non comporta solo conseguenze macroeconomiche; essa porta anche alla destabilizzazione di intere regioni. Penuria idrica in Darfur, acqua in eccesso dopo le inondazioni in Pakistan: le conseguenze sono le stesse in entrambi i casi: povertà, violenza, conflitti, migrazioni. Bisogna agire, ha esclamato la presidente della Confederazione, in modo coordinato. "Solo mediante una cooperazione internazionale possiamo arrestare la distruzione della nostra biosfera. Con le promesse non si va avanti. Tutti sono tenuti a fornire il proprio contributo. Solo in questo modo possiamo far fronte all'impasse sul clima". ATS
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