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Svizzera
Doppia imposizione: referendum facoltativo per tutti gli accordi
Redazione
17 anni fa

Ogni accordo di doppia imposizione rinegoziato dopo le critiche dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) dovrebbe poter essere combattuto con il referendum. In ogni caso, il Consiglio federale sottoporrà separatamente al parlamento le cinque prime convenzioni che allentano il segreto bancario. Al termine dei colloqui alla Casa von Wattenwyl, il presidente del PPD Christophe Darbellay ha indicato che le cinque prime convenzioni di doppia imposizione saranno trasmesse in gennaio alle commissioni parlamentari competenti. Ognuna sarà oggetto di un messaggio separato. Il Consiglio federale - ha aggiunto Darbellay - ha dunque cambiato opinione sulla procedura da seguire. Finora, il governo sosteneva che solo la prima convenzione approvata dal parlamento dovesse essere sottoposta a referendum facoltativo. Sarebbe stato possibile contestare gli altri trattati rinegoziati soltanto in caso di differenze di peso rispetto al primo. L'ultima parola spetta comunque alle Camere. La decisione definitiva di sottoporre o meno una convenzione a referendum facoltativo è infatti di competenza del legislativo. Il parlamento deciderà anche quale trattato dovrà essere sottoposto al popolo per primo. Il problema non è indifferente. Se occorre difendere in votazione popolare un allentamento del segreto bancario, le autorità potrebbero avere il compito più facile basandosi sulla convenzione stipulata con la Finlandia o la Danimarca, piuttosto che con gli Stati Uniti o la Germania. In merito ai negoziati interrotti con l'Italia - ha aggiunto Darbellay - il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz è stato un po' più rassicurante con i rappresentanti dei partiti di governo. Secondo il presidente del PPD, le discussioni potranno riprendere dopo la metà di dicembre, alla scadenza dello scudo fiscale. ATS

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