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Grigioni
Dopo la sentenza sulla frana del Pizzo Cengalo, scattano gli interrogativi sulle responsabilità
© GIAN EHRENZELLER
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Ats
un'ora fa
Un'interpellanza depositata mercoledì durante la sessione del Gran Consiglio retico chiede al Governo grigionese di chiarire le competenze dei due livelli istituzionali e di valutare se l'attuale ruolo di consulenza del Cantone sia ancora sufficiente

La sentenza relativa alla frana del Pizzo Cengalo riaccende il dibattito sulla ripartizione delle responsabilità fra Cantone e Comuni nella gestione dei pericoli naturali. Un'interpellanza depositata mercoledì durante la sessione del Gran Consiglio retico chiede al Governo grigionese di chiarire le competenze dei due livelli istituzionali e di valutare se l'attuale ruolo di consulenza del Cantone sia ancora sufficiente.

L'interpellanza del granconsigliere poschiavino Davide Vassella (PS), neoeletto podestà di Poschiavo che entrerà in carica il 1. gennaio 2027, intende verificare l'attuale ripartizione delle competenze fra Cantone e Comuni.

In particolare, Vassella e i 34 firmatari vogliono sapere dove si collochi il confine fra la responsabilità comunale e quella cantonale quando un Comune prende decisioni sulla base delle valutazioni degli specialisti del Cantone, si legge nell'interpellanza. Chiedono inoltre quali strumenti abbiano a disposizione i Grigioni per intervenire qualora un Comune decida di non seguire le raccomandazioni degli esperti cantonali.

La questione era già emersa durante il processo per la frana del Pizzo Cengalo, che il 23 agosto 2017 provocò la morte di otto escursionisti in Val Bondasca. Dopo l'assoluzione definitiva il mese scorso dei cinque imputati, fra cui due funzionari cantonali e l'allora sindaca di Bregaglia e responsabile dello stato maggiore di crisi Anna Giacometti, quest'ultima aveva sottolineato che i Comuni non dispongono delle competenze necessarie per valutare autonomamente i pericoli naturali e devono poter contare sul sostegno degli esperti cantonali. Il Tribunale aveva motivato l'assoluzione di Giacometti, sostenendo che non è una geologa e che si è dovuta basare sul parere degli esperti.

La consigliera di Stato Carmelia Maissen aveva invece difeso l'attuale ripartizione delle competenze, ricordando che la protezione dai pericoli naturali spetta ai Comuni, mentre il Cantone svolge un ruolo di consulenza, ovvero valutare i rischi e indicare possibili provvedimenti. Nell'interpellanza, i deputati chiedono ora al Governo come intenda garantire che responsabilità e competenze siano proporzionate, anche alla luce dell'aumento degli eventi climatici estremi.