
"The Code", la canzone vincitrice dell’Eurovision, ha ottenuto 32,1 milioni di ascolti solo su Spotify, rendendo così Nemo una grande eccezione svizzera a livello di visibilità nel vasto catalogo musicale internazionale della piattaforma, così come dell’intero mercato dello streaming. Tuttavia, a livello mondiale la musica svizzera è sempre sottorappresentata, specie in tutte quelle playlist prefabbricate direttamente da Spotify o dagli altri servizi streaming. Una conclusione a cui è giunto anche il consigliere nazionale del Centro Stefan Müller-Altermatt, il quale ha dichiarato a CH Media che confida in una spinta per le sue richieste, sottolineando come gli svizzeri, in quanto clienti paganti, “sono i benvenuti su Spotify. Come piccolo Paese riusciamo ad entrare persino nella top 20”.
Musica svizzera su Spotify: "C’è una chiara discriminazione"
Per Müller-Altermatt, il fatto che Spotify non abbia nemmeno un ufficio in Svizzera rappresenta una grave discriminazione. Come la Germania e l'Austria, anche la Svizzera è infatti gestita da Berlino, con conseguenti vari svantaggi. Fra questi, “comunicazioni sempre complicate e la quasi totale assenza di artisti della Svizzera occidentale e del Ticino nei termini di ricerca”, spiega Müller-Altrmatt. Per lui è quindi evidente che si tratta di una “chiara discriminazione nei confronti dei musicisti svizzeri". Con la vittoria di Nemo, Müller-Altermatt spera ora in una spinta per la sua richiesta presentata a dicembre, ovvero l’istituzione di un regolamento legale, anche se il Consiglio federale preferirebbe istituire un gruppo di lavoro. Ora, il consigliere nazionale spera dunque in un colpo di coda da parte del Parlamento.
"Lex Spotify" come la "Lex Netflix"
L’idea proposta è quindi quella di creare una Lex Spotify simile alla Lex Netflix, la legge sul cinema approvata dagli elettori due anni che impone alle piattaforme online di versare ogni anno almeno il 4% del fatturato lordo per la produzione di pellicole "made in Switzerland". I servizi di streaming musicali dovrebbero pertanto essere ugualmente obbligati a "concludere un accordo di settore con le associazioni di creatori e produttori musicali svizzeri". La musica svizzera dovrebbe comparire più frequentemente nelle playlist rispetto all'attuale 5% nei Paesi di lingua tedesca. Questa legge verrebbe applicata con meccanismi sanzionatori, spiega Stefan Müller-Altermatt: multe o addirittura il divieto di accesso al mercato svizzero. Perché: "Chiunque voglia guadagnare con lo streaming in Svizzera deve attenersi a queste regole".

