
Delusione, preoccupazione, qualche monito ma anche alcuni commenti positivi: queste le reazioni in Europa all'indomani del voto sulla limitazione dell'immigrazione di "massa". Ma c'è anche preoccupazione, perché il "referendum elvetico" potrebbe rafforzare i partiti nazionalisti ed euroscettici. Tra i primi a reagire è stato il governo della cancelliera Angela Merkel che vede all'orizzonte "grossi problemi". La Germania "prende atto del risultato del voto popolare e lo rispetta". Tocca ora alla Svizzera presentarsi all'Unione europea e spiegare come vuole attuare questa decisione. Ci saranno discussioni molto difficili, ma il nostro interesse "deve rimanere quello di mantenere le relazioni UE-Svizzera quanto più strette possibile". Più severo il ministro degli esteri Frank-Walter Steinmeier: la Svizzera, che vive di scambi con i paesi europei", "si danneggia da sola". Con Berna "vogliamo una relazione equa. Ciò significa essere pronti a prendere i molti vantaggi del rapporto con la Ue, ma anche gli svantaggi". Stando al portavoce del primo ministro britannico David Cameron, il voto in Svizzera riflette la preoccupazione per la questione immigrati e per la libera circolazione all'interno dell'Ue. Unione europea e Svizzera dovranno ora sedersi a un tavolo e discutere. In Gran Bretagna la notizia delle quote per l'immigrazione ha trovato una porta aperta nel partito indipendentista Ukip: "È una notizia meravigliosa - ha affermato il leader del partito Nigel Farage - sia per la sovranità nazionale che per gli amanti della libertà di tutta Europa". "Una brutta notizia per l'Europa": questo il commento del ministro ministro degli esteri francese, Laurent Fabius. È una brutta notizia anche per gli svizzeri "perché la Svizzera chiusa in sé stessa li penalizzerà". L'esito del voto "è paradossale" visto che la Confederazione elvetica "realizza il 60% del suo commercio estero con l'UE e vive in gran parte grazie all'UE", ha detto il ministro francese. Di parere completamente opposto la leader del Fronte Nazionale, Marine Le Pen: "gli svizzeri hanno dato prova di grande buon senso". "Penso che se ci fosse un referendum in Francia sullo stesso tema, i francesi voterebbero largamente per lo stop all'immigrazione di massa". Emma Bonino, ministra italiana degli esteri, ha definito "molto preoccupante" la decisione degli svizzeri di porre un freno alla mobilità dei lavoratori, che avrà un impatto sull'Italia ma anche sugli altri accordi con la Ue, tra cui quelli fiscali. La ministra per l'integrazione Cécile Kyenge ha parlato di referendum populista, mentre il governatore della Lombardia Roberto Maroni ha sottolineato che la libera circolazione va tutelata. Il ministro degli esteri del Lussemburgo Jean Asselborn ha lanciato un appello ai suoi colleghi europei affermando che l'Ue non deve accettare compromessi. "L'Unione europea non deve cedere e la libera circolazione delle persone non deve essere annacquata", ha detto. A nome della Commissione europea la portavoce Pia Hansen ha spiegato che "l'Ue esaminerà le implicazioni sull'insieme delle relazioni con la Svizzera"."Certo questo voto non è di buon auspicio per l'avvio dei negoziati per un accordo istituzionale che regolamenti le relazioni bilaterali", ha aggiunto. "Il mercato unico non è un formaggio svizzero", ha commentato dal canto suo la vice presidente della commissione Ue Viviane Reading. "Non si può avere un mercato unico con dei buchi". Alcuni commentatori politici hanno sottolineato come il voto elvetico possa rafforzare la posizione degli euroscettici, che nell'imminenza delle elezioni europee fanno campagna insistendo sui temi dell'immigrazione e della sovranità nazionale. Il risultato svizzero - ha affermato Daniela Schwarzer, direttrice del programma europeo del German Marshall Fund a Berlino- avrà un forte impatto. La crisi economica e le conseguenze sull'occupazione e sul livello di vita hanno fatto crescere lo scontento popolare nei confronti dell'UE: l'immigrazione è diventato un punto di tale scontento e la libera circolazione, per gli europei, è diventata fonte di inquietudine.
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