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Trasporti
Dopo il deragliamento nel Gottardo, Rösti chiede una migliore ripartizione dei rischi
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il direttore del Datec ha sottolineato l'importanza di avere delle alternative valide in caso di imprevisti. Per Claudio Zali il sistema di trasporto ticinese è efficace.

Il deragliamento avvenuto il 10 agosto all'interno della galleria di base del San Gottardo ha riacceso i riflettori sulla sicurezza del sistema di trasporto svizzero. In particolare sulla necessità di ripartire i rischi fra i vari vettori, in modo che in caso di imprevisto ci sia sempre un'alternativa a disposizione. Un'esigenza che è stata ribadita dal consigliere federale Albert Rösti nel corso della terza Conferenza nazionale sulla mobilità tenutasi oggi a Berna: "Se il treno viene cancellato, gli autobus sostitutivi devono circolare su strada; se una strada è bloccata da una frana, il traffico ferroviario può rimpiazzarla", ha sottolineato il capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec).

Sistema ticinese ridondante

Per Rösti, insomma, l’intermodalità è la chiave del successo. Una posizione condivisa anche del direttore del Dipartimento del territorio (Dt) Claudio Zali, secondo cui il sistema di trasporti ticinese è valido e ridondante, anche se bisogna far fronte pure a delle incognite. "In Ticino non siamo messi tanto male. La rete Tilo è la spina dorsale del nostro collegamento e abbiamo beneficiato molto dell'apertura della galleria di base del Ceneri, che sta vivendo una grande crescita di passeggeri. Il tunnel ha avvicinato il Sopraceneri e il Sottoceneri molto meglio rispetto a quanto possa fare l'automobile. Il sistema è progettato per essere solido e resistente, ma nulla è a prova di alcuni imprevisti, che purtroppo possono avere conseguenze catastrofiche. Può succedere che una via di comunicazione debba essere chiusa per un periodo più o meno lungo: lo abbiamo già vissuto con il Gottardo una ventina di anni fa. In questi casi tocca alle altre vie di comunicazione supplire a questa mancanza. Poi è chiaro che si verificano problemi e disagi. Eravamo abituati ad avere la Svizzera interna a portata di mano con il treno. Ora veniamo riportati alla situazione che c'era prima del 2016 e ovviamente non fa piacere”.

Trasporto auto escluso da Zali

Berna e Bellinzona concordano sul fatto che sia stato un bene mantenere la linea di montagna, così come positiva è la costruzione del secondo tubo della galleria autostradale. La possibilità di poter caricare le auto sui treni come avviene in altri valichi alpini non è invece contemplata. "Non credo che sia nemmeno nei piani delle Ferrovie federali", osserva il politico leghista. "Il tunnel di base del San Gottardo deve essere immaginato come un albergo quasi costantemente tutto esaurito. Vedo difficile la possibilità di inserire nuovi prodotti all'interno della galleria".

In futuro treni ogni 15 minuti fra gli agglomerati?

Negli ultimi anni i miglioramenti sono stati molti dunque, ma quello della mobilità pubblica è un treno che Claudio Zali vorrebbe vedere correre sempre più veloce. "Non dipende solo da noi, ma l'obiettivo a medio termine è avere un collegamento ferroviario ogni 15 minuti tra i principali agglomerati ticinesi. Si andrà in stazione senza più consultare l'orario", illustra il direttore del Dt. "È il prossimo passo importante per la nostra rete di trasporto pubblico. Speriamo di metterlo in atto nei prossimi 4-5 anni".