
Ci crede veramente o lo ha scritto solo per provocare?
Questa mattina su Twitter la prima donna multata per burqa in Ticino, Nora Illi, ha postato un commento quantomeno discutibile.
"Vietiamo i completi da uomo!" ha scritto la donna svizzera convertitasi all'islam. "Rappresentano il culto di un sistema finanziario che ci rende tutti dipendenti!" ha aggiunto, collegandosi al divieto del burqa.
A dare lo spunto a Nora Illi è stato un giornalista della redazione culturale del Tages Anzeiger, Christoph Fellmann, il quale negli scorsi giorni ha pubblicato un articolo per chiedere il divieto del completo da uomo.
"Non è compatibile con i nostri valori occidentali" ha scritto Fellmann, secondo cui l'abbigliamento in giacca e cravatta "uniforma gli uomini, li rende in un certo senso senza volto. Li riduce a membri interscambiabili di una massa di persone vestite tutte uguali. E dimostra il soggiogamento di chi lo indossa ai bisogni della finanza e della politica."
Inoltre secondo il giornalista del Tages Anzeiger il completo da uomo "è anche un simbolo dell'oppressione della donna. Segna e celebra la sottorapresentazione delle donne nelle posizioni di comando, nei posti di responsabilità e ben pagati. Il completo da uomo è il simbolo tessile del pensiero maschile. Per questi importanti motivi non è quindi compatibile con i valori della società occidentale."
Fellmann ha citato poi problemi di sicurezza: "Non si può mai essere sicuri di chi si nasconda sotto il completo da uomo. Rifugiati, terroristi o pedofili possono usarlo per camuffare la loro identità."
Infine secondo il giornalista del Tages Anzeiger il completo da uomo indica la mancata volontà di chi indossa di integrarsi nella popolazione comune, di condividerne la cultura e di rispettarla. "Banchieri e politici dovrebbero adeguarsi a noi, non il contrario!" ha scritto. "Dovrebbero indossare jeans e pullover, camice colorate o magliette di gruppi rock. Altrimenti mostrano in modo eclatante di non volersi integrare nel popolo."
In conclusione Fellmann chiede quindi che il costume da uomo sia vietato, al fine di non perdere quei valori di libertà e uguaglianza per i quali abbiamo lottato per secoli.
La sua è ovviamente una provocazione che si inserisce nel dibattito nazionale sul divieto del burqa. Ma lo è anche quella di Nora Illi?
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