
“Facciamo cortesemente notare che presto saremo la maggioranza, anche nel vostro meraviglioso paese. Vogliamo pertanto pregare le donne di mettersi il velo, se possibile. Non per il volere di Allah ma per garantire una pacifica convivenza”. Questo, in sostanza, il messaggio recapitato a fine agosto agli abitanti di Svitto, Lachen (SZ), Eschenbach (SG) ed Herrliberg (ZH) tramite alcune misteriose cartoline da un sedicente Consiglio centrale Islamico cittadino.
Le immagini delle cartoline raffiguravano invece minareti ed emblemi musulmani nel contesto cittadino il tutto corredato da un indirizzo email di contatto ([email protected]).
Subito l’attenzione si era focalizzata sul Consiglio centrale islamico svizzero (CCIS) di Qaasim Illi e Nicolas Blancho, il cui portavoce Ferah Ulucay, interpellato dalla Zürichsee-Zeitung, aveva smentito ogni coinvolgimento, sostenendo che l’autore fosse “un patriota troppo zelante”.
A poco più di un mese e mezzo dall’accaduto il Ministero pubblico svittese avrebbe individuato il mittente delle cartoline. Una figura che, scrive la Südostschweiz, è ben nota alle autorità, tanto che nei suoi confronti è aperta un’altra indagine in un contesto totalmente differente.
(Foto: Blkick.ch/TeleZüri)
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

