
Le donne vengono discriminate già dal loro primo impiego, ricevendo un salario più basso rispetto ai giovani uomini per lo stesso lavoro. Eventuali soluzioni a questo problema potrebbero essere una maggiore trasparenza dei salari o un congedo parentale secondo il modello scandinavo, si legge oggi in un comunicato del Fondo nazionale svizzero (FNS). Secondo uno studio condotto dall'economista Michael Marti dell'impresa di ricerca e consulenza Ecoplan di Berna, sussiste una differenza del 7% - ossia di 278 franchi al mese - tra i salari di donne e uomini all'inizio della loro carriera. Sorprendentemente, le differenze salariali sono più elevate nei lavori con un equilibrato rapporto tra i sessi. Ma le donne se la cavano male anche in quei mestieri tipicamente maschili o tipicamente femminili, in quanto spesso assumono i posti meno pagati. Lo studio rivela che anche l'evoluzione del salario si sviluppa diversamente: la paga degli uomini sale più velocemente. La forbice salariale si apre dunque ancora di più durante i primi anni di attività.
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