
La quota di donne nella ricerca e sviluppo è quasi raddoppiata negli ultimi 17 anni, passando dal 20 al 35%, secondo gli ultimi dati dell'Ufficio federale di statistica (UST) pubblicati oggi. Sono però ancora sottorappresentate nella ricerca privata: rappresentano il 25% contro il 44% nelle università.
Nelle scienze agricole e veterinarie, la percentuale di donne attive nella ricerca universitaria è del 57%, nelle scienze sociali e nelle arti è del 52%. Sono però appena un quarto nel campo dell'ingegneria e il 32% nelle scienze naturali.
Anche nella ricerca privata le donne hanno campi di predilezione: sono quasi il 50% nel settore farmaceutico e il 36% nel settore alimentare. Nei settori della metallurgia, dei macchinari e dell'alta tecnologia raggiungono appena il 6-10%.
Nel confronto internazionale, la Svizzera è al centro della classifica con il 35% delle donne attive nella ricerca. L'Islanda è in testa con il 46%, seguita da Portogallo, Spagna e Russia. Il Giappone e la Corea del Sud sono indietro con rispettivamente il 16 e il 20%.
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