
Più sicurezza finanziaria per i donatori viventi di organi. È uno dei principi della modifica della legge sui trapianti, la cui ordinanza è stata messa in consultazione fino al 3 febbraio 2017 dal Dipartimento federale dell'interno (DFI). Annualmente in Svizzera circa 115 persone donano da viventi uno dei propri organi, nella maggior parte dei casi un rene. Un'ottantina di persone dona invece cellule staminali del sangue, si legge in un comunicato odierno del DFI. Visto che dopo la donazione lo stato di salute deve essere monitorato a lungo, i costi generati non sono indifferenti. Con l'adeguamento dell'ordinanza sui trapianti sono disciplinati in modo più preciso l'assunzione dei costi da parte delle assicurazioni e della Confederazione, nonché i compiti del servizio dei controlli post-donazione. Nella norma sono definiti chiaramente anche gli interventi medici non ammessi in caso di incapacità di discernimento e mancanza di consenso del donatore. A tal proposito l'ordinanza rinvia alle direttive dell'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM), in cui tali interventi sono elencati in una "lista negativa", continua la nota. Il 1° maggio 2016 sono già entrate in vigore le modifiche delle disposizioni relative al pari trattamento dei frontalieri in materia di attribuzione degli organi e alla definizione degli espianti standardizzati.
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