
Regna l'incertezza sull'iniziativa SSR in votazione il prossimo 8 di marzo. Secondo il sondaggio più recente, il 52% degli elettori è contrario al testo che vuole portare a 200 franchi il canone radiotelevisivo, mentre il 46% è favorevole. Stando all'inchiesta pubblicata oggi e realizzata dall'istituto gfs.bern per la stessa SSR, la situazione, tenendo conto del 2% di indecisi e del margine di errore (+/- 2,8 punti), è da considerarsi in pieno equilibrio. A questo stadio della campagna, le opinioni sono già piuttosto cristallizzate: il 78% è infatti fermamente convinto se votare «sì» o «no» all'iniziativa.
Scontro Udc-sinistra
Tornando all'iniziativa SSR, il sondaggio, svolto fra il 12 e il 26 gennaio interrogando 15'371 aventi diritto, mostra un chiaro fossato politico fra i poli più estremi di sinistra e destra. Il «no» è netto fra le file di PS e Verdi. Al contrario, forte sostegno giunge dai sostenitori dell'Udc. Il testo è visto con occhio prevalentemente critico da chi vota Centro e Verdi liberali. Scettici, ma in maniera meno inequivocabile, sono pure gli elettori del Plr.
Differenze tra regioni
La decurtazione del canone è auspicata in particolare da chi non si fida del Governo, ma non ci sono grosse differenze sociodemografiche. In ogni caso, la Svizzera tedesca mostra un rifiuto meno pronunciato rispetto alle regioni francofone e italofone. L'appoggio è inoltre più debole nelle aree urbane.
Gli argomenti
Passando agli argomenti sollevati dalle due fazioni, quello più citato dal partito dei «sì» è che il canone radio-tv è semplicemente troppo alto e un suo abbassamento alleggerirebbe il carico per le economie domestiche (46%). Segue (45%) la motivazione secondo cui la SSR potrebbe svolgere i suoi compiti di servizio pubblico anche con meno risorse finanziarie. Tra i contrari, il 64% evidenzia come il canone sia un atto di solidarietà verso le altre regioni del paese, mentre il 58% teme un indebolimento dell'emittente, con conseguenze sull'informazione e la democrazia diretta.
Gli altri temi in votazione
Il sondaggio tasta il polso all'elettorato anche in merito agli altri tre temi dell'appuntamento con le urne in agenda fra poco più di cinque settimane. Per quel che concerne l'iniziativa per un fondo per il clima si profila una bocciatura, mentre i favorevoli sono in vantaggio sia per la legge federale sull'imposizione individuale che per l'iniziativa sul denaro contante e il corrispondente controprogetto.

