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Svizzera
Domenica si passa all'ora estiva, occhio a non andare a sbattere
Redazione
13 anni fa

Domenica scatta l'ora estiva: alle 2 del mattino gli orologi dovranno essere portati in avanti di un'ora, che sarà recuperata con il ritorno all'ora solare il 27 ottobre. Ma più che ai 60 minuti di sonno in meno o in più bisognerà prestare attenzione alla guida: diversi studi dimostrano infatti che con i cambiamenti di orario aumentano gli incidenti. Secondo i ricercatori a influenzare le statistiche è la maggiore quantità di colpi di sonno, che vanno a colpire le molte persone cronicamente stanche. Il giorno dopo il cambiamento di orario i sinistri sulle strade aumentano dell'8%, ha indicato ieri l'Inselspital di Berna sulla base di uno studio canadese. E un'analoga analisi effettuata negli Usa è giunta allo stesso risultato. Questi risultati sono pure in linea con una ricerca condotta dall'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (upi), che ha passato al setaccio tutti gli incidenti fra 1981 e il 2005 avvenuti la settimana dopo il passaggio all'ora estiva o invernale, stabilendo che aumentano del 7% sia i sinistri, sia il numero dei feriti. Lo studio più ampio in materia è stato pubblicato l'anno scorso in maggio in Gran Bretagna: nelle quattro settimane dopo lo spostamento delle lancette dell'orologio i feriti progrediscono del 19% fra gli automobilisti e del 43% fra i motociclisti. "Nella nostra società dormiamo sempre troppo poco: perciò un'ora in più o in meno fa una bella differenza", spiega Johannes Mathis, professore all'Inselspital. Inoltre il corpo necessita di circa un giorno per regolare l'orologio interno biologico. Mathis consiglia quindi di andare a dormire un'ora prima del solito il sabato o, ancora meglio, di cominciare ad anticipare i tempi già una settimana prima. Il fatto che il cambiamento di orario quest'anno avvenga a Pasqua è relativamente raro: l'ultima volta è successo nel 2005. La motivazione principale rimane invece sempre la stessa: il risparmio energetico. Che questo effettivamente sussista o che l'impatto sia nullo o addirittura - come sostengono taluni - controproducente non è chiaro. Nella pratica però nessun paese chiamarsi fuori, perché avrebbe problemi nei rapporti transfrontalieri. È quanto è peraltro successo in Svizzera nel 1980, dopo che l'introduzione dell'ora solare era stata sonoramente bocciata in votazione popolare nel maggio 1978. Governo e parlamento si affrettarono però a promulgare una seconda legge, che entrò in vigore il primo gennaio 1981: il referendum - il secondo su questo tema - non raccolse le firme necessarie. Pure insufficiente sostegno andò a un'iniziativa popolare per la reintroduzione dell'ora solare. ATS

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