
Fondatrice e presidente del Forum per un Islam progressista, Saïda Keller-Messahli riceverà il Premio svizzero per i diritti umani 2016 il prossimo 3 dicembre a Berna. In un'intervista apparsa oggi sul portale online Voce Evangelica, Keller-Messahli sottolinea come il numero delle moschee in Svizzera debba essere limitato e come debbano cambiare la loro impostazione per favorire l'integrazione dei musulmani nel nostro paese.
Secondo Keller-Messahli la situazione dei musulmani in Svizzera "è ottima: qui trovano sicurezza, libertà, uno Stato di diritto e tutte le opportunità di sviluppo che auspicano per sé e per i propri figli". Il problema sarebbero i luoghi di culto: "la maggior parte delle associazioni delle moschee in Svizzera lavora contro l'integrazione. In esse, per esempio, le ragazze e le giovani vengono sistematicamente formattate e subiscono condizionamenti sociali".
"Oggi le moschee sono lasciate a sé stesse: crescono a piacimento, costruiscono per milioni di franchi, accolgono predicatori radicali itineranti, si lanciano sui bambini per coprire con il velo le ragazze e fare della separazione dei sessi la norma". Infatti secondo Keller-Messahli i primi a risentirne sarebbero i giovani: "Molti ragazzi, come è stato dimostrato, vengono radicalizzati nelle moschee e attirati nella jihad".
"Abbiamo bisogno di una nuova impostazione della relazione con le moschee e dobbiamo limitarne il numero". Per cambiare rotta, Keller-Messahli ritiene necessarie delle disposizioni giuridiche: "ci vogliono un obbligo di autorizzazione e la trasparenza delle fonti di finanziamento così come della struttura amministrativa. Oggi c'è spesso dietro una potente fondazione in cui siedono sauditi e altri".
Secondo Keller-Messahli, "l'unico denominatore comune è la separazione tra religione e politica. Purtroppo questo principio laico viene calpestato nella maggior parte delle moschee della Svizzera".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

