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Svizzera
Disoccupazione: Svizzera ora peggio della Cechia
Disoccupazione: Svizzera ora peggio della Cechia
Disoccupazione: Svizzera ora peggio della Cechia
Redazione
11 anni fa
Lo scrive oggi l'Ufficio federale di statistica. Aumentano i lavoratori stranieri, ma diminuiscono gli svizzeri

In Svizzera vi sono sempre più lavoratori - una crescita dovuta totalmente agli stranieri - ma nel contempo aumenta nettamente la disoccupazione, in contro tendenza rispetto a quanto avviene nell'Ue: è questo il quadro di fondo che emerge dall'ultima rilevazione delle forze lavoro pubblicata oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST). Ormai non è più solo la Germania che ha una quota di persone senza impiego inferiore a quella della Svizzera: la Confederazione è stata superata anche dalla Repubblica Ceca.

Nel quarto trimestre 2015 gli occupati erano complessivamente 5,004 milioni, ovvero lo 0,5% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Fra il terzo e il quarto trimestre la progressione, al netto delle variazioni stagionali, si è attestata allo 0,3%.

Su base annua i lavoratori svizzeri diminuiscono però dello 0,2% a 3,470 milioni. Tutt'altra evoluzione viene palesata dagli occupati stranieri, che sono aumentati del 2,3%, salendo a quota 1,535 milioni. Fra questi ultimi la progressione più elevata è stata quella dei frontalieri (+3,8% a 302'000); seguono i titolari di permessi di dimora B (+2,5% a 411'000) e i possessori di un permesso di domicilio C (+2,1% a 748'000), mentre diminuiscono i titolari di un'autorizzazione di breve durata (-2,3% a 50'000).

Concentrando l'attenzione sui frontalieri, si nota che la crescita è lievemente inferiore a quella registrata nel terzo trimestre (+4,0%), ma superiore a quella rilevata nel primo (+2,6%) e nel secondo trimestre (+2,4%), nonché non lontana dai dati del 2014 (quattro trimestri: +4,1%, +4,3%, +4,0% e +4,4%). L'UST non ha ancora messo a disposizione dati disaggregati cantonali: saranno pubblicati in un secondo tempo.

Se sempre più persone arrivano in Svizzera per lavorare, molte che vi risiedono non trovano impiego e il loro numero è in marcato aumento: nel quarto trimestre i disoccupati ai sensi della definizione dell'Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO) erano 229'000, ovvero 32'000 in più dell'anno precedente. Nello spazio di dodici mesi il tasso di disoccupazione ILO è balzato dal 4,1% al 4,7%. E la quota è in crescita per il terzo trimestre consecutivo,

Completamente inversa è stato l'andamento nel resto d'Europa. Nell'Ue sull'arco di un anno il tasso è sceso dal 10,1% al 9,1%, nell'Eurozona dall'11,5% al 10,6%. La Germania conferma di avere una quota di disoccupati (4,5%) inferiore a quella della Svizzera: era successo, per la prima volta da lungo tempo, nel terzo trimestre.

Tre mesi più tardi la Confederazione viene superata anche dalla Repubblica ceca, che ha visto ridursi il tasso dal 5,7% al 4,5%. E si avvicina sempre di più a Gran Bretagna (5,1%) e Malta (5,0%), per non parlare di paesi Aels come Islanda (3,1%) e Norvegia (4,5%) che già stanno meglio. Per tornare nell'Ue interessanti sono i dati riguardanti Italia (tasso sceso dal 13,3% all'11,8%), Francia (da 10,8 a 10,5%), Spagna (da 23,7% a 20,9%), Grecia (da 26,1% a 24,4%)

A titolo di confronto la disoccupazione "ufficiale" elvetica - quella calcolata dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e resa nota a scadenza mensile - ammontava in ottobre al 3,3%, in novembre al 3,4% e in dicembre al 3,7%.

Tornando alle comunicazioni odierne dell'UST riguardanti il quarto trimestre la disoccupazione giovanile ILO è fortemente aumentata, attestandosi al 9,8% in Svizzera (+3,5 punti). Anche nell'ambito del 15-24enni la Confederazione si smarca dal resto del continente: il dato è sceso nell'Uerozona (da 23,4% a 22,2%) come pure in paesi significativi come Germania (da 6,9% a 6,5%), Italia (da 43,3% a 39,8%), Grecia (da 51,5% a 50,9%). I giovani elvetici si trovano confrontati con un mercato del lavoro più difficile non solo della Germania, bensì anche della Danimarca (9,5%) della Norvegia (9,2%) e dell'Islanda (7,5%),

L'ultimo dato reso noto dall'UST riguarda i lavoratori a tempo parziale, che nel periodo in rassegna erano 1,653 milioni (-13'000 rispetto al quarto trimestre 2014). Di questi, 332'000 erano sottoccupati, ovvero avrebbero voluto lavorare di più ed erano disponibili a farlo sul breve termine.

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