
La disoccupazione secondo la definizione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) aumenta al 4,2% in Svizzera nel terzo trimestre, dopo il 3,7% del periodo aprile-giugno. Su base annua si registra per contro un lieve calo: era al 4,3% nello stesso periodo del 2022. Il dato emerge dalla rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) tracciata dall'Ufficio federale di statistica (UST) e pubblicata oggi, che mette anche in luce i mutamenti a livello di occupazione complessiva: nel trimestre in esame lavoravano 5,3 milioni di persone, con una diminuzione dello 0,2% rispetto ai tre mesi prima, ma un incremento del 2,2% su base annua. Quest'ultimo aumento spiega anche perché i disoccupati in numeri assoluti siano aumentati su base annua, raggiungendo quota 214'000 (+1000), malgrado la diminuzione del tasso. A titolo di confronto, la disoccupazione calcolata mensilmente dalla Segreteria di Stato dell'economia (che si basa sugli iscritti agli uffici regionali di collocamento) si è attestata all'1,9% in luglio, al 2,0% in agosto e pure al 2,0% in settembre (valore a cui è peraltro rimasta anche in ottobre).
Il confronto con Ue e i paesi limitrofi
Come noto per disoccupato ai sensi dell'ILO si intende una persona che non ha un impiego, che ha cercato un lavoro nelle quattro settimane precedenti ed è disponibile a lavorare: tutto questo viene determinato tramite sondaggi. L'indicatore in questione ha il vantaggio di permettere di fare confronti internazionali: il tasso elvetico risulta così più basso di quello di Ue (5,9%), Eurozona (6,4%), Francia (7,5%) o Italia (7,1%), ma superiore a quello di diversi paesi, fra i quali possono essere citati ad esempio Germania (3,1%), Polonia (+2,8%) o Cechia (2,7%). Lo stesso effetto, ma ancora più marcato, può essere notato per la disoccupazione giovanile (15-24 anni): con gli occhiali della Seco il tasso nei tre mesi in rassegna ha fluttuato fra il 1,8% e il 2,2%, mentre l'ILO lo vede al 10,5%. Anche in questo caso il dato elvetico supera sensibilmente quello di un nutrito gruppo di nazioni, a cominciare dalla Germania. Il tasso elvetico dei lavoratori anziani (50-64 anni) è invece nettamente inferiore, pari al 3,1%, mentre quello della fascia di mezzo (25-49 anni), con il 3,6%, è quasi perfettamente in linea con la media generale.
Le categorie più toccate
Può essere inoltre aggiunto che la disoccupazione ILO interessa in nella Confederazione più gli stranieri (6,2%) che gli svizzeri (3,4%), nonché più le donne (4,6%) che gli uomini (3,9%). Fondamentale risulta essere anche il livello di istruzione: chi non dispone di una formazione post-obbligatoria (7,8%) risulta più a rischio di chi può contare su una formazione di grado secondario (3,9%) o terziario (3,4%). Sempre nel terzo trimestre il numero di persone disoccupate di lunga durata (cioè da un anno o più) ai sensi dell'ILO si attestava a quota 70'000, in flessione di 8000 rispetto allo stesso periodo del 2022. La quota dei disoccupati di lunga durata rispetto al totale dei senza lavoro è scesa dal 36,4% al 32,5%. La durata mediana di disoccupazione si è accorciata, passando da 179 a 157 giorni.

