
Nel 2020 l’assicurazione contro la disoccupazione ha speso quasi 11 miliardi di franchi nel lavoro ridotto. Una cifra mai vista e dovuta alla pandemia. Questo, però, ha permesso di limitare, finora, l’impatto del Covid-19 sul mercato del lavoro. La disoccupazione media nel 2020, infatti, è stata del 3,1%, contro il 2.3% del 2019. Un aumento importante, ma che non è paragonabile a quelli visti in altre parti d’Europa.
Molti più disoccupati
A fine dicembre i disoccupati in Svizzera erano 163’545, mentre le persone in cerca d’impiego erano 260’318, un numero di tali proporzioni non si vedeva dal 1997, quando poco più di 250mila persone cercavano un lavoro. In netto aumento anche i dati medi dell’anno appena concluso: 145mila disoccupati e 230mila alla ricerca di un lavoro, con un aumento rispettivamente del 36.3% e del 26,5% rispetto al 2019.
Giovani più penalizzati
Se la disoccupazione è salita dello 0,8% dal 2019 al 2020, tra i giovani questo aumento è stato dell’1%, toccando una media del 3,2% per la fascia d’età tra i 15 e i 24 anni. Per i lavoratori più anziani, invece, si è registrato un +0,7% per chi ha tra i 50 e i 64 anni, con una disoccupazione media del 2,9%.
Lavoro ridotto
Come detto a salvare parzialmente la situazione è stato l’impiego ai massimi storici del lavoro ridotto. Se a febbraio 5mila persone erano in questa situazione, a marzo si è passati a 1 milione e ad aprile a 1,3 milioni. Vi è poi stato un calo durante l’estate, per poi risalire con l’inizio dell’inverno e l’introduzione delle nuove misure. A novembre si sono preannunciati circa 650mila lavoratori. La spesa, coperta dalla Confederazione, è stata di 10,78 miliardi. Il fondo di compensazione dell’assicurazione contro la disoccupazione chiuderà con un avanzo d’esercizio di 0,19 miliardi di franchi.
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