
Il padre di un tossicomane potrebbe essere costretto ad assumersi le spese della cura di disintossicazione del figlio trentenne, ossia una somma di 35'000 franchi. Lo ha deciso il Tribunale federale annullando una decisione contraria della magistratura sangallese. La terapia era stata pagata in un primo tempo dai servizi sociali, che si erano poi rivolti al padre del paziente, un sessantenne il cui patrimonio ammonta a due milioni di franchi. Chiamato in causa in seconda istanza, il Tribunale cantonale (TC) aveva sentenziato che il padre non ha un obbligo di mantenimento nei riguardi del figlio. Secondo la Corte cantonale, il reddito derivante dal patrimonio del sessantenne non raggiunge la soglia dei 180'000 franchi a partire dalla quale una persona vive "in condizioni agiate" ai sensi del Codice civile e può di conseguenza essere costretta ad assumere un contributo di mantenimento. Secondo il TC, il sessantenne è già costretto a pagare una pensione alimentare di 80'000 franchi all'anno all'ex moglie e deve assumere 95'000 franchi di interessi bancari. Precisando la propria giurisprudenza al riguardo, il TF ritiene che la spesa relativa alla cura di disintossicazione ha un carattere unico e non regolare com'è invece il caso dell'obbligo di mantenimento. Il TC non ha inoltre proceduto correttamente quando ha convertito il patrimonio in reddito annuo e ritenuto che la soglia dei 180'000 franchi non sia raggiunta. La vertenza torna alla magistratura cantonale, che dovrà ora determinare se il padre può continuare a vivere "in condizioni agiate" anche dopo aver pagato la fattura di 35'000 franchi. (sentenza 5A_291/2009 del 28 agosto 2009) ATS
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