
L'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha rivisto al rialzo i costi di disattivazione delle cinque centrali nucleari svizzere: secondo i calcoli più recenti bisognerà spendere 20,654 miliardi di franchi, il 10% in più rispetto alle ultime stime, che risalgono al 2006. Allora, al netto del rincaro, la Confederazione prevedeva costi di 18,782 miliardi. Le stime, oltre alle spese di disattivazione, concernono anche i costi inerenti lo smaltimento delle scorie radioattive, indica una nota diffusa stamane dall'UFE. Anche le stime delle società elettriche BKW e Alpiq per la disattivazione delle centrali di cui sono proprietarie sono ritoccate verso l'alto. Si prevedono spese supplementari annuali di 30 milioni di franchi per ciascuna delle due società, indicano oggi BKW e Alpiq in due comunicati, precisando che i dati sono provvisori. ATS
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