
La riforma del diritto di locazione rischia di naufragare in Consiglio nazionale. Con 22 voti contro 1, la Commissione degli affari giuridici (CAG) della Camera del popolo ha infatti nettamente bocciato oggi il progetto che mira ad adattare le pigioni all'inflazione e non più al tasso ipotecario. La CAG proporrà al plenum di non entrare in materia. In febbraio, la commissione aveva deciso con una risicata maggioranza (13 voti a 11) di occuparsi della questione. Discutendo i singoli articoli della legge, la CAG ha sostenuto oggi (con 15 voti a 11) che un aumento dell'affitto non è abusivo se rispecchia lo sviluppo dell'indice nazionale dei prezzi al consumo, indica una nota diffusa oggi dai Servizi del Parlamento. Su questo punto, la Commissione si è allineata alla versione proposta in novembre in fase di consultazione grazie a un accordo raggiunto tra le organizzazioni degli inquilini e dei locatori durante una tavola rotonda diretta dalla ministra dell'economia Doris Leuthard. Questa soluzione di compromesso prevedeva una ripercussione dell'inflazione al 100% sulle pigioni. Il Consiglio federale si era espresso a favore di una quota del 90% e, per evitare una spirale al rialzo, aveva proposto di escludere i costi dell'affitto e dell'energia dall'indice di riferimento. La sinistra e i rappresentanti degli inquilini volevano abbassare il tasso all'80%. La destra e i proprietari di case erano invece favorevoli alla quota del 100%. Dopo essersi espressa a favore di una ripercussione totale dell'inflazione, la CAG ha infine deciso di bocciare tutta la riforma. L'Associazione svizzera dei proprietari fondiari (HEV) ha accolto positivamente la decisione della CAG, definita "coerente" dal punto di vista politico. La legislazione attuale, malgrado tutte le sue pecche, è più giusta rispetto alla proposta del Consiglio federale; le regole per adattare le pigioni sono ora ben note, scrive la HEV in una nota odierna. Decisamente meno soddisfatte le reazioni dal campo opposto. La decisione della commissione è inaccettabile e irresponsabile, secondo l'associazione degli inquilini della Svizzera tedesca. Le attuali regole per stabilire gli affitti sono molto complicate e poco trasparenti. Gli inquilini continuano perciò a sostenere la proposta del governo. Il rischio di un rialzo degli affitti è comunque poco attuale - fa notare la Federazione romanda dell'Associazione svizzera inquilini (ASI) - visto l'andamento congiunturale e la tendenza al ribasso dei tassi ipotecari. ATS
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