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Svizzera
Diritti umani violati da imprese elvetiche, chiesto rapporto
Redazione
12 anni fa

Come risarcire le persone residenti all'estero i cui diritti umani sono stati violati da imprese con sede nella Confederazione? È quanto sostanzialmente domanda al governo una mozione della Commissione della politica estera approvata oggi dagli Stati con 23 voti contro 18. L'atto parlamentare si rifà alla petizione "Diritto senza frontiere" depositata da Alliance Sud con 135 mila firme nella quale si chiede il rispetto dei diritti umani e ambientali da parte delle multinazionali elvetiche. Oggi, in molti Paesi l'accesso al risarcimento è molto difficile, ha affermato Liliane Maury Pasquier (PS/GE). Anne Seydoux (PPD/JU) ha ricordato la tragedia di Bhopal, che ha causato migliaia di vittime in India. È stato pure evocato il colpo di scena nel processo Eternit relativo alle vittime dell'amianto, che la scorsa settimana ha annullato per prescrizione la condanna a 18 anni inflitta all'imprenditore elvetico Stephan Schmidheiny. Diversi "senatori" borghesi si sono opposti al postulato. "Ci sono già molti rapporti sul tema", ha sostenuto Joachim Eder (PLR/ZG). Le società con sede in Svizzera possono inoltre già essere ritenute responsabili per i danni causati da una loro controllata estera, ha aggiunto lo zughese. Il consigliere federale Didier Burkhalter, favorevole al postulato, ha promesso di presentare un'analisi globale sul tema, anche in vista di un rapporto in materia chiesto dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Il ministro degli esteri ha poi tenuto a precisare che il postulato non impegna il governo sul fondo della questione. Una discussione si terrà una volta terminata la redazione del rapporto chiesto oggi.

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