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Svizzera
Diritti umani: organismo permanente in Svizzera
Foto Shutterstock
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Keystone-ats
5 anni fa
Lo ha deciso la Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati. La Svizzera deve avere un’Istituzione nazionale per i diritti umani (INDU) permanente sotto forma di un ente pubblico finanziato dalla Confederazione

Anche la Svizzera deve avere un’Istituzione nazionale per i diritti umani (INDU) permanente sotto forma di un ente pubblico finanziato dalla Confederazione (un milione di franchi l’anno). Lo ha deciso la Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) per 9 voti a 1 e 2 astensioni. Nel corso della sue deliberazioni, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, la CPE-S ha integrato con alcune sue proposte il progetto del Consiglio federale.

La CPE-S ritiene importante che le competenze di questa istituzione non siano estese a dismisura, anche nell’ottica di preservare le competenze cantonali. Visto che l’INDU non dovrebbe svolgere alcuna funzione di sorveglianza, secondo la CPE-S le competenze cantonali non sono toccate. L’INDU dovrebbe prendere il posto del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU), attivo dal 2011, concepito come progetto pilota a tempo determinato. Per evitare vuoti tra il progetto pilota, che durerà fino alla fine del 2020, e l’istituzione subentrante, è prevista una proroga di ulteriori due anni del CSDU.

Nelle intenzioni del governo, verrà mantenuta l’aggregazione al mondo universitario: l’INDU avrà quindi sede in una o più università. Concepito come istituzione indipendente che coinvolgerà ampie fasce della società, l’istituzione dell’INDU figura da tempo nell’agenda politica e risponde sia a una richiesta di politica estera dell’ONU che a un’aspettativa politica interna. Oltre 120 Paesi, compresi quasi tutti quelli europei, sono già dotati di un organismo simile. L’indipendenza di questa nuova istituzione dovrebbe consentirle di cooperare non solo con le autorità a tutti i livelli statali, ma anche con le organizzazioni non governative, l’economia privata, il settore della ricerca e le organizzazioni internazionali, e di sostenere le loro attività in materia di diritti umani.

L’INDU è integrata nella legge federale su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell’uomo. Dotata di personalità giuridica propria potrà definire autonomamente le proprie attività nell’ambito del mandato affidatole e reagire rapidamente ai nuovi sviluppi. I suoi compiti comprendono l’informazione e la documentazione, la ricerca, la consulenza, l’educazione e la sensibilizzazione in materia di diritti umani nonché lo scambio internazionale. Il suo mandato copre sia questioni interne riguardanti i diritti umani sia questioni relative all’attuazione degli obblighi internazionali in materia di diritti umani in Svizzera. L’INDU non svolgerà mansioni amministrative, non fungerà da mediatrice e non si occuperà di singoli casi. Ancora nel 2009 il Consiglio federale aveva considerato prematura la creazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani secondo le raccomandazioni delle Nazioni Unite (i cosiddetti Principi di Parigi del 1993). L’esecutivo aveva però optato per un progetto pilota - la CSDU - della durata di cinque anni.

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