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Svizzera
Diritti umani: critiche a Svizzera da Pakistan, Turchia e Africa
Redazione
14 anni fa

Diversi paesi hanno chiesto oggi alla Svizzera misure supplementari in materia di diritti umani. Fra questi anche Pakistan, Turchia e alcuni paesi africani. A loro avviso, Berna può fare di più nella lotta contro la discriminazione razziale, la xenofobia e la tratta di esseri umani e per rafforzare la parità tra i sessi e sul mercato del lavoro. Oltre 30 paesi si sono espressi a Ginevra nell'ambito del Consiglio dei diritti umani dopo il discorso in cui il consigliere federale Didier Burkhalter ha presentato il rapporto globale della Svizzera per gli utimi quattro anni. Il ministro degli esteri elvetico ha rilevato i progressi realizzati dal precedente esame nel 2008, in particolare appunto nella lotta contro le discriminazioni, la violenza della polizia e quella domestica, l'integrazione degli stranieri e la parità dei sessi. Progressi che non sono bastati a tutti. Il Pakistan è tornato sulla votazione federale del 29 novembre 2009 in cui il popolo svizzero ha deciso di vietare la costruzione di nuovi minareti. Il paese asiatico ha chiesto a Berna l'adozione di un testo di legge che vieti tutte le organizzazioni che fomentano il razzismo. Anche la Turchia ha chiesto la revoca del divieto di nuovi minareti, una decisione popolare deplorata pure da Norvegia e Stati Uniti. Diversi stati, in particolare africani, si sono detti inquieti dell'aumento del razzismo, dell'intolleranza e della xenofobia in Svizzera e hanno chiesto alle autorità elvetiche di lanciare una campagna di sensibilizzazione più ampia fra la popolazione per combattere i pregiudizi contro gli stranieri. Fra le raccomandazioni fatte alla Svizzera figurano anche misure più severe contro la tratta di essere umani, donne e minorenni in particolare. Oggetto di critiche sono stati inoltre il ricorso sproporzionato alla forza da parte della polizia, il disbrigo delle richieste d'asilo, con la detenzione di minorenni non accompagnati, come pure le discriminazioni contro le donne migranti. Numerosi paesi, come l'Olanda e la Spagna, hanno denunciato le ineguaglianze persistenti sul mercato del lavoro e tra uomini e donne nei posti in cui si prendono decisioni. La Svizzera deve lanciare una strategia in questo ambito, ha chiesto l'Olanda. Diversi paesi hanno pure chiesto che il Centro svizzero di competenza per i diritti umani, operativo dal 2011 e istituito per una durata sperimentale di cinque anni, sia trasformato in una istituzione nazionale indipendente dei diritti umani con un ampio mandato. Nel suo discorso Burkhalter aveva esposto in precedenza i provvedimenti presi in questi ambiti da Berna negli ultimi quattro anni e aveva definito "buono" il livello di protezione dei diritti umani in Svizzera. Come ogni paese membro dell'Onu, la Svizzera deve presentare ogni quattro anni un rapporto sul rispetto dei diritti umani sul suo territorio. Gli altri paesi possono denunciare in un pubblico dibattito le eventuali lacune e presentare raccomandazioni. ATS

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