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Svizzera
Direttore di scuola si ribella: “Misure insensate”
Immagine Shutterstock
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Redazione
5 anni fa
Il direttore delle scuole comunali di Roggwil (BE) scrive alle famiglie degli allievi, dichiarando di non volere più applicare le restrizioni Covid nel suo istituto se nelle prossime settimane non si renderà conto che esse siano effettivamente utili

Un caso sta scuotendo l’opinione pubblica di Roggwil, paese di 4’000 anime nel Canton Berna. La vicenda è riferita dal Blick. Il direttore delle locali scuole comunali ha infatti scritto alle famiglie degli allievi, facendo loro sapere che avrebbe applicato l’obbligo di mascherina per gli alunni dal quinto anno, previsto nel cantone, solo fino alle vacanze di febbraio. In seguito, scrive il direttore, “se la situazione (epidemiologica, ndr) non cambia significativamente in modo che io possa ragionevolmente concludere che le misure sono giustificate, non sosterrò più alcuna misura insensata e molesta da quel momento in poi, specialmente la mascherina”.

Il Comune prende posizione
Una sorta di atto di ribellione che ha già visto la reazione delle autorità cantonali e soprattutto comunali: il presidente della Commissione dell’educazione di Roggwil ha pubblicato una presa di posizione sul sito internet del Comune: “Siamo molto dispiaciuti che il nostro direttore scolastico abbia divulgato una sua posizione personale attraverso i canali ufficiali della scuola e che questo vi abbia forse turbato”, scrive Glur, che aggiunge: “Prendiamo le distanze senza riserve da queste dichiarazioni”. Glur ha assicurato che le misure cantonali valide per le scuole saranno sempre garantite.

“Un pessimo film hollywoodiano”
Nella sua e-mail alle famiglie di Roggwil, il direttore ha voluto argomentare le sue decisioni. “Non è un segreto che io sia, da un anno, un dichiarato critico della politica pandemica”, che ha limitato in maniera eccessiva i diritti fondamentali. “Mi sembra di essere in un pessimo film hollywoodiano”. Nel testo, il direttore dichiara pure di non essersi vaccinato e di non credere nella validità dei vaccini. L’uomo si dice pronto ad assumere le conseguenze del proprio gesto, anche relativamente al suo posto di lavoro.

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