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Svizzera
Dipendente ambasciata rapita, Cassis chiama il suo omologo
Dipendente ambasciata rapita, Cassis chiama il suo omologo
Dipendente ambasciata rapita, Cassis chiama il suo omologo
Redazione
7 anni fa
Il ministro ticinese ha inoltre chiamato l'ex ambasciatore Jörg Frieden per risolvere la crisi in Sri Lanka

Dopo l'arresto di una dipendente dell'ambasciata svizzera a Colombo, ieri il ministro degli esteri elvetico Ignazio Cassis ha telefonato al suo omologo srilankese Dinesh Gunawardena. Nel Paese asiatico è inoltre stato inviato l'ex ambasciatore Jörg Frieden, chiamato a risolvere la crisi.

Sotto la guida di un "diplomatico esperto" come Frieden saranno esplorate le possibilità di chiarire l'incidente, indica il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in una nota odierna. Con questa misura, Berna mira anche a rafforzare la fiducia tra i due Paesi.

Nella telefonata Cassis ha sottolineato che il DFAE attribuisce la priorità alla salute e alla sicurezza dei suoi collaboratori, duramente toccati da quanto avvenuto, e che spetta alle autorità dello Sri Lanka garantire la loro protezione nel prosieguo della procedura, indica la nota.

Il consigliere federale si è anche rammaricato della decisione di porre in detenzione preventiva la dipendente arrestata. Le condizioni di incarcerazione non tengono conto, secondo il DFAE, della salute della donna. Cassis ha pertanto chiesto al suo omologo che essa venga trasferita in un luogo più appropriato, come un ospedale.

Già martedì l'ambasciatore svizzero a Colombo, Hanspeter Mock, in occasione di un incontro con il procuratore generale dello Sri Lanka, aveva fatto notare come in questa vicenda fosse in gioco la reputazione dello Sri Lanka come Stato di diritto, ricorda la nota.

Durante la telefonata Cassis ha pure rilevato che l'elevata copertura mediatica, la mancanza di protezione della sfera privata e i pregiudizi pubblici non solo mettono in pericolo il personale dell'ambasciata svizzera, ma riducono anche le basi di fiducia necessarie per chiarire l'incidente, prosegue il DFAE.

Dopo la telefonata, Frieden e Mock hanno incontrato oggi il ministro degli esteri Gunawardena ribadendo che la presunzione di innocenza si applica anche nel caso in questione e che la sicurezza e la salute del personale dell'ambasciata sono priorità assoluta, conclude il DFAE.

La vicenda

La dipendente dell'ambasciata è stata arrestata il 16 dicembre. La donna, che sostiene di essere stata brevemente rapita e minacciata da estranei il 25 novembre, è accusata dalla giustizia srilankese di aver suscitato disaffezione nei confronti del governo e aver fabbricato prove false da utilizzare nei procedimenti giudiziari.

Secondo la diplomazia svizzera, la dipendente è stata rapita in auto e costretta a rivelare informazioni riservate relative al suo lavoro alla fine di novembre, un giorno dopo che un alto funzionario di polizia dello Sri Lanka aveva chiesto asilo in Svizzera.

L'agente stava indagando su diversi casi riguardanti il potente clan dei Rajapaksa, che ha ripreso il potere con l'elezione di Gotabaya Rajapaksa a presidente della Repubblica il mese scorso. Suo fratello Mahinda, presidente dal 2005 al 2015, è stato nominato primo ministro. La famiglia dei Rajapaksa, soggetto di molte accuse di corruzione e crimini, ha governato lo Sri Lanka con pugno di ferro.

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