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Svizzera
Dimissioni Leu, le reazioni del mondo politico e la risposta della diretta interessata
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Keystone-ats
3 anni fa
A seguito della notizia delle dimissioni di Livia Leu, ormai ex Segretaria di Stato agli affari esteri, non si sono fatte tardare le reazioni del mondo politico. Tra i partiti c'è chi si dice "sorpreso", chi punta il dito contro il Governo e chi afferma che le dimissioni "arrivano in un momento delicato". Leu: "La mia partenza non è un brutto segnale inviato all'UE".

Livia Leu lascia il suo posto di Segretaria di Stato agli affari esteri. Andrà a Berlino, dove condurrà l'ambasciata svizzera. Lo ha comunicato oggi il Consiglio federale. Una partenza che ha suscitato timori, critiche e dubbi tra i partiti politici.

Rammarico tra i Verdi liberali

I Verdi liberali si rammaricano delle novità odierne nell'ambito del dossier Ue: la partenza dell'incaricata dei colloqui con l'Unione europea Livia Leu giunge in un momento "inopportuno" e rappresenta "un ulteriore ostacolo nelle trattative", ha detto a Keystone-ATS Julie Cantalou, co-segretaria generale del partito. Il tempo stringe: "Il Consiglio federale deve assumersi alla fine le proprie responsabilità e fornire risultati", ha affermato Cantalou. Più tempo passa, "più la Svizzera rimane indietro", ha aggiunto.

Glättli (Verdi): "Il Consiglio federale è responsabile"

Le dimissioni di Livia Leu sono un brutto segnale anche per il presidente dei Verdi, Balthasar Glättli. A suo avviso, la responsabilità di questa scelta è dell'intero Consiglio federale. Glättli ha espresso sorpresa per le dimissioni quando è stato interpellato dall'agenzia di stampa Keystone-ATS. Il consigliere federale Ignazio Cassis aveva ancora sottolineato ieri sera, in occasione della Giornata dell'Europa, che le relazioni personali sono la chiave per il successo dei negoziati con l'Ue. Il nuovo negoziatore svizzero dovrà quindi ricostruire la fiducia. Le dimissioni sembrano essere una decisione personale di Leu. La capo negoziatrice non si è mai sottratta al lavoro e probabilmente sarebbe rimasta in carica se avesse avuto un sostegno sufficiente dal Governo, ha detto Glättli. Il successore dovrà certamente avere una grande esperienza nella conduzione di negoziati complessi. Inoltre, dovrà avere una grande sensibilità politica interna e, soprattutto, la fiducia dell'intero Consiglio federale.

Grüter (UDC): "Sorpreso, ma il timing è giusto"

Leu ha scelto il momento giusto per dimettersi dalla carica di segretaria di Stato. Lo pensa il presidente della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) Franz Grüter (UDC/LU), che si è detto comunque sorpreso dalla decisione resa nota oggi. Grüter, raggiunto da Keystone-ATS, afferma di aver apprezzato l'approccio realista utilizzato dalla capo negoziatrice nelle relazioni con l'Unione europea. Si è subito accorta che un accordo quadro non avrebbe avuto successo alle urne in caso di referendum, evidenzia il deputato lucernese. Una nuova tappa difficile di questo dossier può ora iniziare con l'avvio di veri e propri negoziati, prosegue Grüter. Le discussioni "di certo non avanzeranno rapidamente", aggiunge il democentrista, stando al quale "è impossibile dire" chi rimpiazzerà Leu.

Dal canto suo, la consigliera nazionale Elisabeth Schneider-Schneiter (Centro/BL), pure membro della CPE-N, spera che sarà ancora Leu a concludere i colloqui esplorativi con Bruxelles. In questo modo, scrive in un tweet, il Consiglio federale potrà adottare il mandato negoziale per un accorso istituzionale con l'Ue prima della sua partenza per Berlino. La segretaria di Stato assumerà infatti la conduzione dell'ambasciata svizzera nella capitale tedesca.

Wölfli (PLR): "Il cambio al vertice dei negoziati non influirà sulla politica europea del Consiglio federale"

Il PLR prende atto della decisione di dimettersi della capo negoziatrice nelle relazioni con l'Unione europea. "Si tratta di una scelta puramente personale. Riteniamo che il cambio al vertice dei negoziati non influirà sulla politica europea del Consiglio federale", ha detto a Keystone-ATS il portavoce del PLR svizzero Marco Wölfli. Le dimissioni hanno senso, in quanto i colloqui esplorativi stanno per concludersi: è quanto sostiene il presidente del gruppo parlamentare liberale radicale Damien Cottier, secondo il quale è comprensibile che Leu, dopo diversi anni trascorsi a ricoprire questa funzione molto impegnativa, cerchi una nuova sfida. La segretaria di Stato ha svolto un buon lavoro in tempi difficili, ha detto Cottier a Keystone-ATS. Il capogruppo PLR alle Camere federali non ha voluto speculare sul rapporto di Leu con il ministro degli esteri Ignazio Cassis e con il Consiglio federale. Tuttavia, il ruolo di una segretaria di Stato è fondamentalmente difficile.

L'irritazione del socialista Nordmann

Le dimissioni di Livia Leu giungono in un brutto momento, secondo il capogruppo parlamentare del PS Roger Nordmann. Il vodese ne approfitta per criticare aspramente il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L'offensiva comunicativa del DFAE delle ultime settimane, secondo cui sarebbero stati compiuti progressi nei colloqui con l'Unione europea "è svanita nel nulla", ha dichiarato oggi a Keystone-ATS Nordmann. Per il consigliere nazionale vodese, le dimissioni di Leu rappresentano una grave battuta d'arresto per il Dipartimento. "Ogni volta che si è vicini a un possibile risultato con l'Ue, il capo negoziatore cambia", ha criticato Nordmann. "In questo modo non si otterrà mai un risultato significativo". Secondo il capogruppo, "il futuro negoziatore dovrà creare nuova fiducia tra i partner negoziali". Per il politico socialista, con la partenza di Leu "sono andate perse anche informazioni preziose".

Bischof (Il Centro): "Un momento politicamente delicato"

Una partenza sorprendente, che arriva in un momento "politicamente delicato". Così ha descritto la situazione il presidente della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) Pirmin Bischof (Centro/SO), secondo cui in ogni caso si tratta di una scelta di carriera comprensibile. La capo negoziatrice nelle relazioni con l'Ue ha infatti 62 anni, ha commentato a Keystone-ATS il "senatore", e ha trascorso tre anni con un incarico molto esigente. "Posso immaginare che per lei sia il momento giusto per cambiare", ha aggiunto, definendo molto attrattivo il posto di ambasciatrice a Berlino che andrà a ricoprire. Leu ha ancora un ultimo round di colloqui esplorativi con Bruxelles da svolgere. Eventuali negoziati sull'accordo quadro dovrebbero cominciare dopo il suo addio, ha dichiarato Bischof. Il solettese ha definito la segretaria di Stato una diplomatica tenace, ossia la caratteristica che serve per questa carica. Il presidente della CPE-S non sa chi prenderà il suo posto. La persona in questione dovrà avere le spalle larghe, si è limitato a dire a proposito del successore.

"La mia partenza non è un brutto segnale inviato all'UE"

Le mie dimissioni dalla Segreteria di Stato agli affari esteri "non sono un segnale negativo" per l'UE nel contesto dei negoziati, ha dichiarato Livia Leu. La prima fase dei colloqui si sta concludendo, la fase negoziale sta per iniziare. Il momento è giusto e si tratta di una scelta personale, ha sottolineato. I colloqui esplorativi e i negoziati veri e propri non sono la stessa cosa, ha detto Leu ai giornalisti oggi dopo l'annuncio della sua nomina a futura ambasciatrice in Germania. "Non sono sola in queste discussioni", ha aggiunto. E ha continuato: "Siamo abituati a cambiare regolarmente le persone in diplomazia. Altre persone, altri partner, continueranno le discussioni con l'UE. Ora che stanno per iniziare i negoziati, non siamo più nella stessa fase. I colloqui esplorativi sono durati forse più a lungo di quanto inizialmente previsto, ma la base è ormai solida", ha affermato la segretaria di Stato. "È una scelta personale" quella di voler tornare all'estero come diplomatica, ha proseguito, negando l'esistenza di problemi con il ministro degli esteri Ignazio Cassis. "Abbiamo una buona collaborazione", ha assicurato.