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Svizzera
Dimissioni Couchepin: riepilogo reazioni partiti
Redazione
17 anni fa

La sorpresa è stata digerita in fretta: il seggio vacante del consigliere federale Pascal Couchepin fa infatti gola a molti. Tranne i socialisti, tutti gli altri partiti di governo hanno manifestato l'intenzione di far eleggere un proprio esponente, preferibilmente latino. La maggior parte dei principali partiti riconosce a Couchepin di essersi comportato come un vero "uomo di Stato", rispettoso delle istituzioni. Sia gli avversari, sia gli alleati politici puntano però il dito contro i problemi irrisolti del Dipartimento federale dell'Interno: in particolare l'assicurazione disoccupazione e invalidità nonché i costi della salute. Più che al passato, i partiti guardano quindi già al futuro e al possibile successore. Stando al politologo Andreas Ladner, l'attacco al seggio PLR con maggiori possibilità di successo è stato sferrato dal gruppo PPD/PEV/Verdi liberali, che insieme al fronte rosso-verde detiene una risicata maggioranza dell'Assemblea federale. In una riunione tenutasi stamani, il gruppo ha deciso di presentare una candidatura: la procedura sarà definita nelle prossime settimane. Il presidente del PPD Christophe Darbellay, vallesano come Couchepin, ha però già escluso di essere disponibile. Non così il capogruppo friburghese Urs Schwaller, il cui nome, in passato, è già stato fatto più volte. Anche il partito con più deputati in parlamento, l'Unione democratica di centro, rivendica il suo "diritto a un secondo seggio": senza l'appoggio dei liberali-radicali, difficilmente però i democentristi troveranno il sostegno di una maggioranza dell'Assemblea federale, considerando inoltre che Eveline Widmer-Schlumpf è stata eletta in Consiglio federale quando era ancora membra dell'UDC. "Decideremo quando far valere il nostro diritto dopo aver discusso con gli altri partiti", ha affermato il presidente Toni Brunner. L'unico partito che al momento non manifesta ulteriori aspirazioni governative è quello socialista, che potrebbe quindi far pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra. Il gruppo socialista prenderà una decisione sulla base delle candidature del PLR e degli altri partiti, indica un comunicato. Dal canto loro, i Verdi decideranno se presentare una loro candidatura soltanto dopo la pausa estiva. Secondo il presidente del PLR Fulvio Pelli, se si vogliono rispettare le "regole del gioco" il seggio vacante spetta di diritto alla Svizzera latina e al PLR. Con una valanga di cifre, il consigliere nazionale ticinese ha infatti sottolineato che il suo partito è la terza forza politica del paese. Le sezioni cantonali del PLR avranno tempo fino al 10 agosto per proporre le loro candidature, ha indicato la capogruppo parlamentare Gabi Huber (UR). Diversi i papabili citati dai media romandi: tra questi il consigliere agli Stati neocastellano Didier Burkhalter, la consigliera nazionale ginevrina Martine Brunschwig-Graf, la sua collega vodese Isabelle Moret e il consigliere di Stato ginevrino François Longchamp. Ma il valzer delle candidature è appena iniziato. Alla fine potrebbe spuntarla anche un rappresentante della Svizzera italiana, da dieci anni assente dal Consiglio federale. Al riguardo Pelli ha riaffermato tale diritto. Messo alle strette dai giornalisti che lo vedono come un possibile candidato, il ticinese 58enne ha tuttavia lasciato intendere che è meglio lasciare spazio a persone più giovani di lui. ATS

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