
Lodi alla persona ma anche sollievo per una partenza che si spera possa favorire una uscita dall'impasse: queste in sintesi le reazioni fra i principali attori del settore sanitario e dell'economia alle annunciate dimissioni del ministro della sanità e delle assicurazioni sociali Pascal Couchepin dal Consiglio federale. Per Felix Schneuwly, portavoce di santésuisse, l'azione del consigliere federale è stata positiva: "Perdiamo un ministro della sanità che ha difeso bene un sistema non troppo statalista, ma con un mercato ben regolato e una buona sicurezza sociale". Nell'assicurazione malattia "ha fatto quanto era di sua competenza", "ma il parlamento ha spesso frenato le sue riforme"; "quelli che lo hanno criticato devono ora eleggere un ministro della sanità migliore di lui. Sarà difficile", conclude il rappresentante degli assicuratori malattia. Il presidente della Federazione dei medici svizzeri (FMH), Jacques de Haller, considera le dimissioni di Couchepin un segnale importante. Un cambiamento alla testa del Dipartimento federale dell'interno (DFI) darà a suo avviso l'impulso necessario per risolvere i problemi attuali. Anche l'associazione degli ospedali svizzeri H+, pur lodando Couchepin per l'impegno profuso per un nuovo sistema di finanziamento ospedaliero, spera che il ritiro di Couchepin possa allentare la tensione tra i fronti. Il direttore di H+ Berhard Wegmüller si augura che la partenza del ministro possa riportare una certa concretezza nei dibattiti - persasi un po' di recente per l'incrinarsi dei rapporti tra governo e parlamento - e decisioni in un'ottica a lungo termine. La delegata romanda dell'Organizzazione svizzera dei pazienti Anne-Marie Bollier deplora che Pascal couchepin abbia perso il suo senso della concertazione nel corso del mandato alla testa del DFI. Il suo successore - aggiunge - dovrà puntare di nuovo sul dialogo. Il direttore della Federazione delle imprese svizzere Economiesuisse saluta l'impegno di Couchepin in favore degli ambienti economici quando era a capo del Dipartimento federale dell'economia e rende omaggio a "una carriera impressionante di quasi 40 anni" e alle "qualità di uomo di stato" del ministro vallesano: "non ha mai avuto paura di presentarsi con proposte non sempre popolari, segno di un certo coraggio politico". Per quanto riguarda la successione, Economiesuisse non vuole prendere posizione, lasciando "ai partiti il compito di fare il loro lavoro". L'Unione sindacale svizzera rispetta Pascal Couchepin come "animale politico": "Come persona, è stato un interlocutore molto interessante", rileva Rolf Zimmermann, primo segretario dell'USS. Egli si dice tuttavia deluso del bilancio: "È veramente un peccato che non abbia utilizzato questo talento per presentare progetti suscettibili di ottenere una maggioranza". Zimmermann pensa soprattutto al pensionamento flessibile, che "resta un cantiere quasi eterno, sempre bloccato". Come successore il primo segretario dell'USS auspica una persona disposta a negoziare con tutti i partner del settore sanitario e di quello sociale. Anche Martin Flügel, presidente di Travail.Suisse, è sulla stessa lunghezza d'onda. Nonostante le grandi divergenze con Couchepin, sull'AVS e l'AI in particolare, si è sempre potuto discutere nel mutuo rispetto. Anche la seconda centrale sindacale elvetica deplora soprattutto il magro bilancio per quanto riguarda l'AVS. ATS
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