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Berna
Dimissioni Berset, i partiti lo ringraziano per il suo impegno
©Chiara Zocchetti
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Keystone-ats
3 anni fa
Su Twitter, il PLR ha dichiarato di prendere atto delle dimissioni di Berset e lo ha ringraziato per il suo impegno a favore della Svizzera. Il presidente del gruppo parlamentare Damien Cottier ha elogiato "l'instancabile lavoro di un consigliere federale impegnato".

I ringraziamenti non si sono fatti attendere dopo che Alain Berset ha annunciato che lascerà il governo a fine anno. Sono state avanzate anche le prime rivendicazioni.

PLR

Su Twitter, il PLR ha dichiarato di prendere atto delle dimissioni di Berset e lo ha ringraziato per il suo impegno a favore della Svizzera. Il presidente del gruppo parlamentare Damien Cottier ha elogiato "l'instancabile lavoro di un consigliere federale impegnato". Ha inoltre sottolineato la sua gestione della pandemia, "una delle più grandi crisi del secolo". Berset ha dato prova di grande coraggio nella gestione della crisi sanitaria, ha sottolineato il vicepresidente del PLR Philippe Nantermod alla radio RTS. Probabilmente è questo che la storia ricorderà. Tuttavia, il vallesano si rammarica che il ministro dell'interno abbia "mancato di coraggio" nella gestione dell'assicurazione sanitaria, dove i premi non hanno cessato di aumentare.

Il Centro

Sempre su Twitter, anche il Centro ha ringraziato il friburghese per "i suoi lunghi anni di servizio, così come il suo impegno per la Svizzera e le sue istituzioni, in particolare durante la pandemia del Covid-19". Il partito - viene aggiunto - si aspetta che i potenziali successori "rispettino le regole della collegialità".

Verdi liberali

Anche i Verdi liberali (PVL) desiderano ringraziare Berset per il suo impegno. In qualità di ministro della sanità durante la pandemia, ha guidato il Paese attraverso tempi turbolenti, scrive il partito in una presa di posizione trasmessa a Keystone-ATS. I Verdi liberali avvertono che, a seconda dell'esito delle elezioni federali, si riservano il diritto di rivendicare il seggio lasciato libero in Consiglio federale. Per il PVL, la composizione del governo deve corrispondere alle quote di elettori. Attualmente il PS è sovrarappresentato: se non aumenterà la sua quota di elettori alle elezioni federali dovrà rinunciare a un seggio, scrive il PVL. Il partito punta ad una quota elettorale di oltre il 10% e di tornare al Consiglio degli Stati. Se questi obiettivi saranno raggiunti, i Verdi liberali rivendicheranno un seggio in Consiglio federale.

PS

La direzione del PS ha tenuto a ringraziare Alain Berset nel corso di una conferenza stampa indetta nel pomeriggio a Berna, sottolineando i vari fronti nei quali si è impegnato il consigliere federale, e ha voluto precisare come intende muoversi per la sua successione. "Contrariamente all'ultima volta abbiamo molto tempo a disposizione e quindi non precipitiamo le cose", ha rilevato Roger Nordmann, capogruppo socialista alle Camere federali. "I termini di candidatura e i criteri saranno definiti a margine della sessione autunnale", non appena sarà assegnata la presidenza del gruppo parlamentare. Nordmann ha infatti recentemente annunciato le sue dimissioni dall'incarico. Il suo successore sarà nominato il 1° settembre. Interpellata sulla strategia della sinistra in vista della successione, la copresidente del PS Mattea Meyer ha specificato che il partito intende partire "dal presupposto che la promessa dei Verdi di non contestare il seggio del PS rimarrà valida". Solo insieme PS e Verdi possono portare avanti dossier importanti come la politica climatica o il rafforzamento del potere d'acquisto, ha proseguito la consigliera nazionale zurighese, aggiungendo: "dobbiamo rafforzarci insieme e non attaccarci a vicenda". In precedenza Meyer ha lodato le qualità di statista di Berset, la sua semplicità e il suo essere accessibile. "Il partito avrebbe potuto immaginare di continuare a percorrere la strada con lui. Ma la politica non segue un copione", ha aggiunto. Meyer ha poi deplorato la decisione di lasciare a fine anno, ma ha anche espresso "grande comprensione" per questo passo, ricordando il grande impegno profuso dal consigliere federale e la sfida rappresentata dalla pandemia di Covid. Berset ha portato avanti misure ragionevoli di riduzione dei costi del sistema sanitario, lontano da qualsiasi interesse lobbistico, ha sostenuto Meyer, per la quale il friburghese ha fatto ciò che era possibile. Non da ultimo, ha aggiunto, Berset era uomo di mondo. Il partito ha appreso della partenza di Berset solo negli ultimi giorni, ha precisato l'altro copresidente del PS, Cédric Wermuth, aggiungendo che non c'è alcuna agenda nascosta dal partito dietro l'annuncio. "È una decisione di Alain Berset. Ne prendiamo atto." Wermuth ha poi elencato i cinque temi forti sui quali si è mosso Berset negli ultimi anni: la parità di genere, la politica sanitaria, quella sociale, la lotta alla pandemia e la politica culturale, con in particolare la lex Netflix.

UDC

Pure l'UDC ha ringraziato il friburghese per il lavoro svolto in Consiglio federale. Sull'importante questione della neutralità, Berset ha dimostrato di avere una spina dorsale, a differenza del suo partito. Non ha ceduto alle pressioni dei media e della politica estera, scrive il partito in una presa di posizione inviata a Keystone-ATS. Il partito si rammarica che dopo dodici anni alla guida del Dipartimento federale dell'interno, restano ancora alcuni problemi importanti: la sicurezza a lungo termine dell'AVS non è stata risolta, così come la necessaria riforma della Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP). Né è stato risolto il problema dell'impennata dei costi della sanità.