
L'organizzazione Digitalswitzerland ha organizzato oggi in collaborazione con 70 imprese e istituzioni in 12 località svizzere la seconda edizione elvetica della "Giornata digitale" ("Digital Day"). A favore della manifestazione si sono impegnati anche i consiglieri federali Alain Berset, Johann Schneider-Ammann e Ignazio Cassis. Critiche sono venute da sindacati e organizzazioni dei consumatori.
Gli organizzatori si sono rallegrati in serata del successo della manifestazione, parlando di 200'000 persone che si sono spostate per seguirla nelle suddette località, tra cui Lugano, e di centinaia di migliaia che l'hanno seguita su internet. La terza edizione - hanno annunciato - si terrà il 3 settembre 2019.
Berset ottimista
"Non dobbiamo soccombere all'euforia o al fatalismo digitale", ha dichiarato stamane il presidente della Confederazione Alain Berset, prendendo la parola alla stazione centrale di Zurigo.
Per il consigliere federale, gli svizzeri comunque probabilmente ci riusciranno, "perché non sono né ingenui né spaventati". "Abbiamo il giusto mix per affrontare in modo differenziato le opportunità, i rischi e gli effetti collaterali della digitalizzazione", ha proseguito Berset.
"La digitalizzazione è una rivoluzione silenziosa ma di enormi proporzioni. Simili sconvolgimenti ci obbligano a riflettere non solo su cosa si deve cambiare, ma anche su cosa deve essere conservato". Per il capo del Dipartimento dell'interno è importante che la Svizzera continui a garantire un buon compromesso tra competitività ed equilibrio sociale e regionale, tra la promozione dell'eccellenza scientifica e un ottimo sistema di formazione.
È anche importante unire le forze. Il Consiglio federale continuerà pertanto a sviluppare la strategia digitale insieme a tutte le parti interessate: economia, scienza, amministrazione e società civile. "Fortunatamente, questa collaborazione è facile per noi in Svizzera, visto che siamo abituati a coinvolgere tutti nei dibattiti e nelle decisioni", continua Berset.
Insieme dobbiamo anche trovare risposte su come proteggere la privacy, come tutelare i nostri dati personali e come adeguare i nostri sistemi fiscali e previdenziali. Eventi come la Giornata digitale sono una buona occasione per riflettere su queste difficili questioni politiche. In linea di principio è importante massimizzare le possibilità di digitalizzazione e ridurre al minimo i rischi, ha dichiarato il presidente della Confederazione.
Critiche
Da parte sua Syndicom deplora che questa seconda Giornata digitale non abbia coinvolto, una volta ancora, i dipendenti. Le imprese non potranno vincere la sfida digitale se non li integrano in questo mutamento epocale, rileva in una nota il sindacato dei media e della comunicazione. A suo avviso, il sistema di formazione è insufficiente. I partner sociali devono sviluppare i mestieri e le condizioni di lavoro seguendo lo sviluppo tecnologico. È per esempio necessario repertoriare rapidamente le qualifiche e i mestieri di cui la svizzera non avrà più bisogno a breve termine.
Parallelamente, nuovi programmi di formazione devono essere creati, sostiene il sindacato. Ciò significa - aggiunge - che la tattica attuale del licenziamento e dell'assunzione si rivelerà insufficiente davanti all'ampiezza dei cambiamenti economici causati dal digitale.
Dal canto suo, il Chaos Computer Club Switzerland (CCC-CH), la Digitale Gesellschaft e la Stiftung für Konsumentenschutz (Fondazione per la protezione dei consumatori) hanno reso attenti a Zurigo ai rischi e agli effetti collaterali della digitalizzazione, innanzitutto per quanto riguarda la protezione della sfera privata. Le tre organizzazioni hanno mostrato ai visitatori come tramite internet vengono loro carpiti con astuzia o apertamente dati personali che sono poi utilizzati ad altri fini.
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