
La raccolta delle firme necessarie per il referendum contro il congedo paternità di due settimane si sta rivelando più difficile del previsto.
I referendari, principalmente appartenenti all’UDC, con qualche membro PLR e PPD, devono consegnare 50mila firme entro il 23 gennaio, ma la copresidente del comitato, Susanne Brunner, afferma che mancano ancora qualche migliaio di firme. Pur rifiutandosi di parlare di cifre precise, Brunner ritiene che il referendum avrà successo.
Una raccolta firme particolarmente difficoltosa in Svizzera romanda, dove quasi tutte le sezioni cantonali dell’UDC si sono espresse contro il referendum in questione, talvolta prediligendo addirittura il congedo di quattro settimane, come il presidente della sezione vodese del partito, Kevin Grangier. Una situazione diametralmente opposta a quella riscontrata nella Svizzera tedesca.
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