
“Difficilmente era immaginabile avere un anno più difficile: due crisi che si accavallano, una pandemia e una guerra, di cui stiamo ancora avvertendo le conseguenze indirette”, così si espresso ai microfoni di Ticinonews il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, in procinto di partire da Berna per la celebrazione che lo attende in Ticino, parlando del suo periodo di presidenza. “È stato un anno difficile, caratterizzato da un grande nervosismo nella popolazione, nel parlamento e nel Consiglio federale”. Un periodo “difficile da gestire, ma anche in cui si sente la necessità di avere un presidente che dia un volto e un segnale positivo alla coesione del nostro paese”.
"Contento di quanto fatto finora"
Cassis si è poi detto comunque “soddisfatto di quello che è stato fatto in queste situazioni estremamente difficili. Il nervosismo lo si sente, anche nelle critiche, ma se guardiamo con occhi oggettivi direi che la Svizzera è gestita molto bene”. In merito alla celebrazione di oggi “sono felicissimo che il mio cantone abbia voluto organizzare questa festa quasi un quarto di secolo dopo l’evento che ci fu per l’allora presidente Flavio Cotti”.

