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Svizzera
Difficile identificare individui radicalizzati
Difficile identificare individui radicalizzati
Difficile identificare individui radicalizzati
Redazione
7 anni fa
La lotta contro il terrorismo resta al centro dell'attività della fedpol. L'uso di Internet pone nuove sfide alle autorità

La lotta contro il terrorismo è stata al centro dell'attività dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) anche l'anno scorso. L'identificazione di individui radicalizzati rimane difficile e l'uso di Internet pone nuove sfide alle autorità, ammette fedpol. Nel rapporto 2018, che illustra l'attività della polizia federale attraverso alcuni esempi di inchieste, il Ticino è citato due volte: per un caso di criminalità economica e uno riguardante esponenti di un'organizzazione criminale.

L'autore degli attentati di Strasburgo dello scorso dicembre era già noto alla polizia svizzera, ma per reati penali. Il suo percorso personale "rispecchia quello intrapreso da numerose persone radicalizzate e solleva un problema con cui devono confrontarsi le autorità di tutti i Paesi: quali sono i fattori scatenanti della radicalizzazione? Come individuare tempestivamente un soggetto che si sta radicalizzando? Quali misure adottare per fermare la persona e tentarne il recupero?", scrive fedpol.

I fattori che scatenano la radicalizzazione sono difficili da determinare, anche se la Svizzera ha messo a disposizione delle autorità cantonali e federali una serie di strumenti. La legge sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo è in corso di elaborazione, e dovrebbe essere sottoposta al Parlamento nel corso di quest'anno.

Profilo dei jihadisti

Ogni caso è unico, ma per trovare le risposte, la polizia federale ha analizzato il profilo delle persone che hanno lasciato la Svizzera per partecipare alla jihad. Secondo i dati dei servizi segreti federali, ce ne sono poco meno di un centinaio. L'età media dei jihadisti partiti verso una zona di guerra tra il 2012 e il 2018 è di 32 anni, circa un quarto si è convertito all'islam mentre gli altri sono musulmani sin dalla nascita. Per quanto riguarda la nazionalità, una metà sono svizzeri e l'altra ha doppio passaporto. Almeno un terzo dei casi analizzati ha un passato criminale (reati patrimoniali, reati sessuali, stupefacenti o reati violenti).

La polizia federale ha ordinato cinque espulsioni l'anno scorso (13 nel 2017), di cui due non hanno potuto essere attuate perché riguardano persone minacciate di tortura o morte nel loro paese. Ha inoltre emesso 106 divieti d'ingresso, di cui 78 per attività legate al terrorismo.

Facile reperire ingredienti per le bombe fatte in casa

In Svizzera sono facilmente reperibili acetone, perossido d’idrogeno o nitrati, gli ingredienti usati dai terroristi per realizzare esplosivi fatti in casa. Queste sostanze sono in parte vietate nei paesi limitrofi  e questo fa della Svizzera un paese attraente per i terroristi. Per questo il Consiglio federale, consapevole dei rischi, ha posto in consultazione alla fine del 2017 un avamprogetto di legge che mira a limitare l’accesso a questi prodotti, conosciuti come precursori di esplosivi.

Lotta alle mafie

Per quanto riguarda la lotta alla criminalità organizzata, ormai ben presente anche in Svizzera, la fedpol ha adottato un approccio globale, che si basa sulla cooperazione internazionale e la prevenzione. Per illustrare il suo operato, la polizia federale ha scelto il caso di una vasta organizzazione criminale che truffava il fisco italiano, gestita da due fratelli trasferitisi in Ticino. Grazie alla collaborazione con la Guardia di Finanza, i due sono stati arrestati il 22 settembre scorso e estradati pochi giorni dopo in Italia.

Fedpol organizza anche corsi di prevenzione per evitare l'infiltrazione di organizzazioni criminali in strutture statali, come quelle che si occupano di appalti pubblici. La corruzione "è un reato che non fa vittime, a parte tutti coloro che pagano le tasse", spiega il rapporto: comporta infatti uno spreco di denaro pubblico, costituisce un freno all'innovazione e mina la fiducia nello Stato e nelle istituzioni.

Il crimine non deve pagare

Le autorità di perseguimento penale svizzere ed estere dispongono della rete CARIN (Camden Asset Recovery Inter-Agency Network) per individuare i proventi di reati economici nascosti in altri paesi ed evitare così che i responsabili la facciano franca. È grazie a questo canale e alla collaborazione di diversi uffici del registro fondiario nel Sottoceneri, che fedpol è riuscita ad individuare due truffatori baltici che si erano stabiliti in Ticino.

Il rapporto di fedpol vengono descritti altri casi che riguardano la tratta di essere umani, le truffe in internet, la preparazioni e esplosivi o il denaro falso. Il valore delle banconote contraffatte scoperte in Svizzera è rimasto stabile fra il 2006 e il 2018 a circa 4-5 milioni. Di questi solo mezzo milione sono franchi falsi perché le banconote svizzere sono più difficili da falsificare e il "mercato" per il denaro elvetico è di dimensioni ridotte, precisa il rapporto.

(Foto: Twitter - fedpol)

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