
Sorpresa a Palazzo federale. Il ministro degli esteri Didier Burkhalter ha annunciato oggi le dimissioni dal Consiglio federale. Il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) lascerà la sua carica il 31 ottobre. Lo ha comunicato il presidente del Consiglio nazionale Jürg Stahl (UDC/ZH).
Burkhalter ha comunicato la decisione di lasciare il governo in una lettera (vedi gallery) indirizzata a Stahl e al presidente del Consiglio degli Stati Ivo Bischofberger. Il consigliere federale ha affermato di "aver bisogno di scrivere una nuova pagina della sua vita", ha detto ancora il presidente della Camera del popolo.
Stahl ha poi già ringraziato il ministro neocastellano per l'impegno profuso durante la sua presenza in governo. Il Nazionale gli ha poi tributato una standing ovation.
Burkhalter è stato eletto in seno al Consiglio federale nel settembre 2009 per il Partito liberale-radicale. Ha presieduto la Confederazione nel 2014.
I dettagli della conferenza stampa:
In una conferenza stampa indetta alle 16 a Palazzo federale, il ministro ha poi spiegato nel dettaglio i motivi della la sua decisione. "Era già da un po' di tempo che mi ponevo la domanda quando fosse il momento giusto per ritirarmi, poi domenica quando mi sono svegliato, la decisione mi è apparsa chiara", ha dichiarato.
"Dopo 30 anni di impegni politici, che hanno preso una parte importante della mia vita, ho sentito il naturale bisogno di fare altre cose". "È il momento giusto per me, ecco tutto", ha sostenuto.
Il primo ad essere informato delle dimissioni è stato, "come da tradizione", il presidente dell'Assemblea federale, Jürg Stahl. In seguito Burkhalter ha messo individualmente al corrente i suoi colleghi (da domenica ad oggi non c'è stata alcuna seduta del Governo).
Burkhalter ha spiegato di non aver voluto attendere venerdì, quando avrebbe potuto informare il Consiglio federale in corpore, per evitare che la stampa faccia un legame tra dimissioni e dossier europeo. Durante la sua seduta di venerdì, l'esecutivo discuterà infatti di importanti temi europei.
E a proposito di UE, il ministro degli esteri ha affermato di ritenere che difficilmente il dossier andrà nella direzione da lui auspicata. Questo non è comunque in alcun caso il motivo delle dimissioni, ha spiegato più volte Burkhalter: "Non è la questione europea o la posizione del Consiglio federale su questo dossier che mi hanno spinto a lasciare".
Quanto alla data di partenza, Burkhalter non ha nascosto che non è stata scelta a caso. "Sarei potuto andarmene il 31 dicembre, ma scegliendo il 31 ottobre non si lascia passar troppo tempo dall'annuncio delle dimissioni all'effettiva partenza. Inoltre in questo modo sarò restato in carica esattamente 8 anni". Il neocastellano è infatti entrato in governo il 1° novembre 2009.
Rispondendo a una domanda di un giornalista, il ministro non ha però voluto svelare cosa intenda fare dopo il "pensionamento". La stampa ha già iniziato a speculare in merito a un suo eventuale mandato in una organizzazione internazionale.
Il ministro degli esteri non ha infatti nascosto che uno dei momenti forti del suo mandato in Consiglio federale è stato quando nel 2014 ha assunto contemporaneamente la carica di presidente della Confederazione e presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). "Soltanto grazie al dialogo e alla perseveranza portati avanti dalla Svizzera - ha affermato Burkhalter, - è stato possibile raggiungere all'interno dell'OSCE una decisione consensuale per lanciare una vasta campagna sul terreno in Ucraina".
Burkhalter non ha invece voluto parlare di insuccessi. "Non rimpiango niente", ha affermato citando l'esempio della revisione della LAMal sulle reti di cure integrate proposta quando era ancora alla testa del Dipartimento dell'interno (DFI). "Continuo a pensare che sia la migliore soluzione, anche se non ha raccolto una maggioranza". "Ci abbiamo provato, non sono deluso".
Per Burkhalter, in ogni caso, l'impegno politico rimane una grande opportunità, ma anche un costante rinnovamento. Bisogna ritrovare ogni giorno l'energia necessaria e sempre rimettersi in gioco, nulla è infatti garantito. "Ci ho messo tutto il mio cuore, anche se con una riservatezza tutta neocastellana, soprattutto per le interviste", ha affermato.
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