
Clima teso nel conflitto sulle nuove tariffe delle analisi di laboratorio: il consigliere federale Pascal Couchepin accusa i medici di rifiutare il dialogo annunciando uno sciopero, mentre il presidente della FMH (Federazione dei medici svizzeri) denuncia l'arroganza del ministro.In un'intervista accordata alla "NZZ am Sonntag", Jacques de Haller ritiene che nella politica della salute ci vuole "un vento fresco". Il presidente della FMH dubita "se per noi medici, sia possibile continuare a collaborare con il consigliere federale Pascal Couchepin".Critica il crescente autoritarismo del ministro della sanità e il suo tono talvolta arrogante che impedisce una collaborazione fruttuosa. Per de Haller le tariffe delle analisi mediche devono coprire i costi che provocano e rileva che "i medici non si battono per i soldi, ma in gioco vi è l'avvenire della professione: la metà dei medici di famiglia hanno oltre 55 anni e non ci sono sostituti".Nel "Le Matin Dimanche", Pascal Couchepin afferma di capire la scontentezza dei generalisti il cui statuto si degrada rispetto a quello degli specialisti. Ritiene però che non si potrà curare il malessere generale della professione rinunciando a questa riforma né prendendosela con il ministro della sanità.Per rivalorizzare la professione bisognerà prima di tutto dialogare, ma i medici lo rifiutano visto che annunciano uno sciopero (per il primo di aprile), rileva Couchepin.I medici protestano contro la decisione di ridurre le tariffe delle analisi di laboratorio imposta dalla Confederazione. La nuova struttura tariffaria che dovrebbe entrare in vigore in luglio permettrà di risparmiare col tempo 200 milioni di franchi l'anno. I medici temono la chiusura di laboratori e la riduzione della qualità delle prestazioni. Anche molti parlamentari sono scontenti: un'alleanza che va dall'UDC ai Verdi ha chiesto giovedi a Pascal Couchepin di sospendere la riforma.ATS
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