
È con un scialle da preghiera che un 46enne siriano si è tolto la vita venerdì, poco prima delle 14.20, nel carcere della Neugasse a San Gallo. Ne dà notizia la Polizia sangallese con un comunicato stampa. L’uomo si è suicidato impiccandosi al letto a castello con l’indumento.
Nella nota, si legge che il detenuto “ha ricevuto il pasto nella sua cella alle 12.15. Due ore dopo, non ha risposto a una richiesta di informazioni all'interfono. Al momento del controllo del locale, l'uomo è stato trovato impiccato (...). Le misure del caso sono state immediatamente prese dal personale della prigione. Il medico di emergenza chiamato sul posto è stato solo in grado di confermare la morte del detenuto. Il siriano era nella prigione della Neugasse da undici giorni ed era stato posto in custodia cautelare perché sospettato di avere contravvenuto alla legge federale sugli stupefacenti. Non aveva problemi di salute o psicologici”.
Tasso di suicidi più alto in detenzione preventiva
Nel 2015, la consigliera nazionale Yvette Estermann (Udc/LU) aveva presentato un’interpellanza sulla questione dei suicidi in carcere. Fra i vari aspetti toccati nel testo, la parlamentare democentrista metteva in evidenza il tasso di suicidi fra i detenuti in carcerazione preventiva, più alto rispetto alla detenzione ordinaria. Nella sua risposta, il Consiglio federale ha confermato che fra il 2003 e il 2014, l’Ufficio federale di statistica “ha registrato 55 suicidi in carcerazione preventiva e 30 nel quadro dell'esecuzione della pena”.
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