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Svizzera
Deputazione ticinese: soddisfazione per appalti in italiano
Redazione
11 anni fa

L'adozione odierna da parte del parlamento di due mozioni per la traduzione in italiano degli appalti pubblici è stata accolta con soddisfazione dalla Deputazione ticinese alle Camere federali. Gli appalti in questione riguardano sia le commesse inferiori a 8,7 milioni di franchi sia quelli delle aziende parastatali. È un bel segnale, ha indicato Fabio Regazzi (PPD) durante il tradizionale incontro con i media, che però dovrà essere tradotto in pratica. Le disposizioni contenute nelle mozioni - che portano la firma dello stesso Regazzi e di Ignazio Cassis (PLR) - dovranno essere integrate nella Legge sugli appalti pubblici, attualmente in consultazione. Cassis ha sottolineato l'importanza che anche per appalti inferiori a 8,7 milioni di franchi valgano le regole del plurilinguismo, dal momento che si tratta proprio di quei lavori che fanno gola agli artigiani delle varie regioni linguistiche. La Deputazione ticinese a Berna ha fatto del plurilinguismo uno dei propri cavalli di battaglia. Stando a Cassis, questo impegno è stato pagante: si nota una maggiore sensibilità a livello politico e di amministrazione. La presidente della deputazione, Marina Carobbio Guscetti (PS), ha anche sottolineato l'importanza della legge sulla promozione della cultura, norma che prevede una maggiore dotazione per la promozione del plurilinguismo, e in particolare della lingua italiana. Tra gli altri temi di interesse per il cantone a Sud delle Alpi, Carobbio ha citato la perequazione finanziaria, un dossier sul quale la deputazione ha mostrato compattezza. Si è deciso di costituire un gruppo di lavoro assieme al Cantone incaricato di seguire i lavori del prossimo rapporto sull'efficacia di questo strumento. La Deputazione è riuscita a far approvare un postulato dal Nazionale in cui si chiede al Consiglio federale di valutare, nel quadro del terzo rapporto sull'efficacia della perequazione, la possibilità di considerare i redditi dei frontalieri nel potenziale di risorse al 50% anziché al 75% come finora.

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