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Svizzera
Depositata l'iniziativa contro le pigioni abusive
© Chiara Zocchetti
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Ats
11 ore fa
L'Associazione svizzera degli inquilini mira a porre un freno all'esplosione degli affitti e a rendere le locazioni più accessibili – Sono state raccolte oltre 140 mila firme che sono state depositate oggi alla Cancelleria federale

L'Associazione svizzera degli inquilini (ASI) ha depositato oggi presso la Cancelleria federale l'Iniziativa popolare «Sì alla protezione contro pigioni abusive», che mira a porre un freno all'esplosione degli affitti e a rendere le locazioni più accessibili. Sostenuta da un'alleanza composta da partiti, organizzazioni e sindacati, l'ASI ha presentato oggi a Berna 140'048 firme a favore della sua Iniziativa sulle pigioni lanciata poco più di un anno fa (la raccolta delle sottoscrizioni era iniziata il 3 giugno 2025).

«Serve un chiaro controllo»

Il testo chiede al Consiglio federale e al Parlamento di istituire un chiaro controllo degli affitti - frenando quelli abusivi - nonché garantire in Svizzera locazioni eque per tutti. Per i promotori, secondo cui le pigioni dovrebbero essere fondate sui costi effettivi più un reddito limitato, i grandi gruppi immobiliari si arricchiscono sulle spalle degli inquilini. Gli affitti continuano infatti ad aumentare eppure né l'Esecutivo né le Camere federali intendono fare qualcosa per cambiare questa situazione insostenibile, dichiara l'ASI in un comunicato.

Il 60% vive in affitto

La Confederazione è un Paese di inquilini dove circa il 60% dei nuclei familiari vive in affitto, prosegue l'associazione basandosi su recenti statistiche. Allo stesso tempo però «le persone pagano in media circa 360 franchi al mese di troppo», mentre ogni anno «circa 10 miliardi di franchi passano in modo abusivo dagli inquilini ai locatori».

«Un peso insostenibile»

Inoltre il peso per le famiglie è diventato insostenibile, si legge nella nota. Quasi il 40% degli inquilini spende più di un terzo del proprio reddito per l'affitto. Di conseguenza, per molte persone le spese di locazione sono diventate il maggior onere finanziario, se non addirittura un rischio di povertà, sostiene l'associazione. In realtà, gli affitti sarebbero dovuti scendere nel corso degli ultimi 20 anni, dichiara l'ASI: il diritto di locazione prevede che le pigioni devono essere fissate in funzione dei costi reali di un immobile, maggiorati di un reddito equo e chiaramente definito, afferma. «Le pigioni sarebbero quindi dovute diminuire poiché i tassi d'interesse sono calati». Eppure, prosegue l'ASI, è successo esattamente il contrario: «Gli affitti sono aumentati del 25% nel corso dell'ultimo ventennio. Ciò si spiega con il fatto che le pigioni abusive non sono oggetto di alcun controllo».

Le responsabilità sugli inquilini

Il numero delle sottoscrizioni raccolte «rappresenta un segnale forte», afferma Carlo Sommaruga, presidente dell'ASI, citato nella nota. Secondo il consigliere agli Stati ginevrino, in forza al PS, «la popolazione chiede una protezione efficace contro le pigioni abusive». Per Sommaruga gli affitti sono troppo elevati anche perché «i gruppi immobiliari, motivati nella ricerca del profitto, violano troppo spesso le norme vigenti». Ed è precisamente qui che interviene l'Iniziativa sulle pigioni, che punta a un controllo più mirato e regolare. In sintesi, se un affitto è abusivo, deve essere ridotto. «Oggi tutta la responsabilità incombe sugli inquilini. Sono loro che devono difendersi individualmente, mentre molti hanno paura di entrare in conflitto con la loro amministrazione, o addirittura di perdere la propria abitazione», spiega Adriano Venuti, vicepresidente dell’ASI, ripreso nel comunicato. «È inaccettabile. I proprietari che esigono affitti esorbitanti non devono poter contare sul fatto che nessuno se ne accorga».

Nel mirino dei promotori sono quindi soprattutto coloro che «calpestano il diritto locativo vigente e massimizzano i propri profitti grazie ad affitti eccessivamente elevati». L'iniziativa sulle pigioni intende garantire che la legge si applichi a tutti. Il testo depositato oggi a Berna gode dell'appoggio del PS e dei Verdi, nonché del sostegno dei sindacati USS e Travail.Suisse, di organizzazioni come Caritas e di cooperative.